«Ho di fronte a me un lavoro importante e molto stimolante. Il mio impegno non mancherà per il bene e la sicurezza dei cittadini». Con queste parole il vice questore aggiunto Giuseppe Di Majo si presenta ufficialmente alla città manfreda, dopo aver assunto l’8 gennaio la guida del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Faenza. Un incarico di grande responsabilità, alla testa di un presidio strategico per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza di un territorio complesso e articolato. Quarantunenne, originario di Messina, Di Majo porta con sé un percorso professionale solido e variegato. Laureato in Giurisprudenza e abilitato alla professione forense, è entrato nella Polizia di Stato frequentando il 106° corso per Commissari alla Scuola Superiore di Polizia di Roma. Dopo un primo incarico alla Questura di Rovigo, dove ha operato nell’Ufficio di Gabinetto, nel 2018 ha guidato il Commissariato distaccato di Porto Tolle, maturando una significativa esperienza nella gestione operativa del territorio. Rientrato successivamente in Sicilia, ha prestato servizio alla Polizia Stradale di Messina, dirigendo l’Ufficio II e svolgendo anche attività di formazione come docente al Centro di addestramento di Cesena. Nel 2024 l’esperienza da dirigente del Commissariato di Noto, con il coordinamento di attività di polizia giudiziaria e servizi di ordine pubblico legati a eventi di rilievo.
Fondamentale il gioco di squadra

L’impatto con Faenza, come sottolinea Di Majo, è ancora in fase di partenza. «In questa città esistono dinamiche molto diverse da quelle del Sud Italia e la devo ancora conoscere in modo completo. Faenza è ordinata, accogliente, ben collegata con altre importanti realtà del territorio». Un anno che si preannuncia impegnativo anche sul piano istituzionale. «Sono in programma le elezioni amministrative e questo comporterà un maggiore sforzo sul fronte della sicurezza, vista la presenza di tante iniziative elettorali». Positivo il giudizio sull’organico del Commissariato. «Una delle parti più belle di questo lavoro è conoscere le persone. Sono sicuro di essere arrivato in un commissariato che potrà fare molto bene: dirigerlo è una grande responsabilità». L’organico è in crescita. «Siamo circa cinquanta, con quattro nuovi ispettori e tre agenti in prova. Ci sono molti giovani da accompagnare in un percorso di crescita professionale e, con queste forze fresche, possiamo garantire un controllo efficace del territorio». Fondamentale il gioco di squadra. «Fin dal primo giorno si è creata un’ottima sinergia con Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia municipale. Il lavoro è improntato alla massima collaborazione, con uno scambio continuo e prezioso di informazioni». Analoga disponibilità è emersa anche nei rapporti istituzionali. «Ho incontrato subito il sindaco Isola e l’assessore Bosi, confrontandoci sulle priorità. Ho trovato grande apertura e voglia di lavorare insieme». Tra gli obiettivi principali, Di Majo indica «la massima attenzione a tutte le sfaccettature del territorio, senza distinzioni. L’area dell’Unione è ampia e di nostra competenza». Importante anche il contributo dei cittadini. «Le segnalazioni sono fondamentali, anche attraverso strumenti come l’app YouPol, che consente di comunicare in modo diretto e anche anonimo con la Polizia di Stato». Costante il raccordo con la Questura di Ravenna. «Il questore Gianpaolo Patruno è un punto di riferimento fondamentale. Con la Questura c’è un contatto continuo: Ravenna è il commissariato di riferimento e il lavoro è pienamente integrato».
Corso Garibaldi e piazza Dante
Tra le aree che richiedono particolare attenzione rientrano corso Garibaldi e piazza Dante, snodi centrali per la vita cittadina. «Si tratta di una zona attenzionata in maniera costante – spiega Di Majo – perché rappresenta un punto di passaggio fondamentale, anche per la vicinanza alla stazione ferroviaria». Un’area strategica non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche per il suo valore commerciale e sociale, frequentata quotidianamente da residenti, studenti e pendolari. «È una zona viva e proprio per questo va monitorata con continuità, intervenendo con decisione quando emergono situazioni di illegalità». I recenti provvedimenti adottati, come la chiusura temporanea di un esercizio pubblico ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza, rientrano in questa logica di presidio costante. «L’obiettivo è tutelare l’area». L’attenzione, però, resta estesa a tutta la città. «Non dobbiamo trascurare altri luoghi sensibili, come il Parco Mita e più in generale tutti i parchi cittadini. Serve un servizio capillare». Sul tema delle baby gang, dopo il grave episodio avvenuto circa un mese fa in centro, Di Majo invita a non abbassare la guardia. «È un fenomeno nazionale che va monitorato con grande attenzione. Nessun episodio va sottovalutato. Stiamo lavorando affinché fatti simili non si ripetano». Centrale il ruolo della prevenzione. «Serve attenzione ai giovani, a partire dalla scuola. Abbiamo già avviato una collaborazione con i dirigenti scolastici per avere riscontri immediati su eventuali criticità». In quest’ottica si inserisce uno dei primi progetti che il dirigente intende avviare anche a Faenza: «PretenDiamo Legalità, con incontri nelle scuole. Gli studenti sono i cittadini di domani ed è importante trasmettere loro le buone prassi». Sul tema dei furti in abitazione, «le pattuglie operano 24 ore su 24. Non mi risulta ci sia un’ondata di furti, ma l’attenzione resta alta anche su questo fronte».
Vincenzo Benini














