«Traversara sarà ricostruita tutta, e sarà più bella di prima». Non usa mezzi termini il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni che mercoledì scorso ha incontrato insieme al commissario per la ricostruzione Fabrizio Curcio i cittadini della località distrutta dall’alluvione del 2024. Durante l’incontro è stato illustrato il contenuto dell’ordinanza commissariale n. 56, che mette a disposizione circa 3 milioni di euro complessivi. Di questi, 1,45 milioni sono destinati al riassetto urbanistico e agli interventi di ricostruzione pubblica, mentre il piano comprende anche la delocalizzazione di alcune abitazioni, ritenuta necessaria per ridurre il rischio idraulico e garantire maggiore sicurezza nel lungo periodo. L’obiettivo non è intervenire in modo frammentato, ma costruire una visione complessiva.

“Un paese a misura d’uomo”

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Il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni

«Con l’ordinanza 56 – spiega Giacomoni, che è originario della frazione – abbiamo la possibilità di ripensare quell’area in funzione della comunità. Non solo case, strade, fognature, spazi pubblici, ma persone: vogliamo ricostruire un paese a misura d’uomo. Traversara deve rinascere meglio di prima». L’Amministrazione ha proposto ai residenti un cantiere unico per le demolizioni e le prime opere di messa in sicurezza, una soluzione che garantisce omogeneità di trattamento, maggiore sicurezza per chi lavora e per chi abita nelle vicinanze, oltre a una gestione più ordinata delle aree di intervento. Una proposta che ha trovato, come riferito dal sindaco, un riscontro positivo da parte dei cittadini. Il percorso prevede diverse possibilità, in base alle condizioni degli immobili. L’ordinanza n. 53 riguarda le delocalizzazioni per gli edifici con gravi danni strutturali che non possono essere ricostruiti in loco, mentre l’ordinanza n. 54 consente, per altri casi, la ricostruzione sul posto. Le misure si applicano anche a Traversara. Per le famiglie che aderiscono alla delocalizzazione – sei all’incirca – , il Comune ha dato disponibilità di farsi carico delle demolizioni. Un percorso che richiede la sottoscrizione di un accordo con il Comune, che acquisisce l’area e procede agli interventi. Non solo: per chi dovrà demolire la propria casa e acquistarne una nuova, l’ordinanza mette a disposizione un contributo fino a 2.220 euro al metro quadrato di superficie utile, oltre alle spese notarili, per l’acquisto di un immobile nel territorio comunale di Bagnacavallo delle stesse dimensioni di quello distrutto.  «Il Comune ha lavorato bene – sottolinea Gianluca Sardelli, ex presidente del comitato degli alluvionati – e si è dato da fare. Il percorso è partecipato e coinvolge direttamente le famiglie interessate. La delocalizzazione è molto vantaggiosa e consente di mettere in sicurezza le persone, migliorando l’assetto urbano della frazione”. Alcune abitazioni sono già state demolite dall’alluvione, altre dovranno esserlo perché troppo vicine all’argine, mentre per ulteriori immobili si sta valutando la possibilità di delocalizzazione condivisa. «Non vogliamo limitarci a rispondere all’emergenza – conclude Giacomoni – . Vogliamo ricostruire la comunità, non solo gli edifici. Un bel posto dove vivere aiuta a ripartire. Nei prossimi giorni continueremo il confronto con i residenti, per guardare al futuro dell’intera frazione, non solo della zona rossa».

Barbara Fichera