Un presidio simbolico davanti alle strutture sanitarie per ribadire la tutela del personale medico e il rispetto del diritto internazionale.
Anche Faenza partecipa alla mobilitazione nazionale
Giovedì 26 febbraio anche Faenza parteciperà alla mobilitazione nazionale promossa dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. L’appuntamento è fissato per le ore 14 davanti al Pronto Soccorso cittadino, nell’ambito del flash mob che, dalle 13.30 alle 14.30, coinvolgerà decine di ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia.
Ad oggi sono 54 gli ospedali che hanno aderito all’iniziativa, con presìdi simbolici davanti agli ingressi, e il numero è in continua crescita.
Le ragioni della mobilitazione
L’obiettivo dichiarato è rifiutare ogni forma di “schedatura” del personale umanitario e di “targettizzazione” dei sanitari, difendere l’autonomia professionale e riaffermare il rispetto del diritto internazionale.
A partire dal 28 febbraio infatti 37 organizzazioni non governative – tra cui Medici Senza Frontiere e Oxfam – saranno obbligate a lasciare Gaza e la Cisgiordania dopo aver rifiutato di consegnare i nominativi del personale palestinese, richiesta giudicata inaccettabile e senza precedenti.
La petizione e le adesioni
Tra le iniziative lanciate a livello nazionale vi è anche la petizione “No liste, no bersagli. Stiamo con le ONG, stiamo con Gaza”, che ha già raccolto oltre 5.300 adesioni.
Tra i promotori figurano numerose associazioni impegnate per la pace e i diritti del popolo palestinese, oltre alla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), che ha aderito alla campagna ribadendo come la protezione del personale sanitario non sia una questione politica, ma un principio deontologico e giuridico fondamentale sancito dalle Convenzioni di Ginevra.
La petizione è stata presentata nei giorni scorsi da Jonathan Montomoli per #DigiunoGaza, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, Roberto De Vogli, professore all’Università di Padova, e Gennaro Giudetti, operatore umanitario.
Raccolta fondi per Emergency
I promotori segnalano inoltre che è attiva una raccolta fondi a favore di Emergency per la costruzione della clinica ad Al-Qarara. La sottoscrizione ha già raggiunto i 56.000 euro; l’obiettivo fissato è di 150.000 euro.














