Dopo le recenti dichiarazioni dell’opposizione sul tema della sicurezza, l’Amministrazione comunale di Faenza interviene con una nota ufficiale per chiarire ruoli, competenze e azioni messe in campo, respingendo le accuse di immobilismo e definendo strumentale l’uso politico del tema in vista della campagna elettorale.
Le competenze sulla sicurezza urbana
L’Amministrazione ricorda che la sicurezza urbana in Italia è una funzione attribuita per legge allo Stato: al Ministero dell’Interno per la Polizia di Stato e al Ministero della Difesa per l’Arma dei Carabinieri. Il coordinamento delle Forze di Polizia è affidato alla Prefettura, con cui il Comune mantiene un dialogo costante anche attraverso la partecipazione ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Ai Comuni spettano invece compiti di supporto tramite la Polizia Locale, oltre ad azioni di prevenzione, decoro e vivibilità urbana, anche mediante ordinanze sindacali.
Il nodo del sottorganico
Nella nota dell’Amministrazione c’è una domanda precisa: “perché – si legge – i rappresentanti locali dei partiti di Governo non chiedono conto ai propri Ministri e Parlamentari del problema del sottorganico che da anni affligge le Forze dell’Ordine?“
Secondo l’Amministrazione, la mancanza di nuove assunzioni e risorse adeguate carica il personale di compiti sempre più ampi. In questo contesto, ritenere che i fenomeni di microcriminalità possano essere risolti esclusivamente attraverso il presidio fisico del territorio viene definita «una tesi che non tiene conto della complessità della realtà
e che manca di profondo rispetto verso il sacrificio quotidiano di chi opera sul campo.»
I vincoli da superare sulle assunzioni
L’Amministrazione evidenzia inoltre una proposta avanzata da tempo dai sindaci: scorporare il computo degli agenti della Polizia Locale dal numero complessivo dei dipendenti comunali, così da superare i vincoli normativi che limitano nuove assunzioni e consentire ai Comuni di bandire concorsi per rafforzare gli organici.
«Evidentemente, però, prosegue l’Amministrazione, gli slogan e la propaganda prevalgono sulla responsabilità di cercare soluzioni efficaci ai problemi.»
Investimenti in tecnologia e prevenzione
Viene poi ricordato l’impegno dell’Unione della Romagna Faentina, insieme alla Regione Emilia-Romagna, negli investimenti tecnologici a supporto dell’attività investigativa.
«La nuova centrale operativa e la rete di videosorveglianza sono all’avanguardia a livello nazionale e in continuo ampliamento. Possiamo contare su varchi di lettura targhe, fondamentali per intercettare veicoli segnalati nelle banche dati, e su numerose telecamere nei punti sensibili della città. È bene sottolineare che, sebbene i costi di gestione siano interamente a carico dell’Ente, queste immagini sono a completa disposizione di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, risultando spesso decisive per la risoluzione dei reati.»
Sicurezza e disagio giovanile
Faenza, secondo l’Amministrazione, non è un’isola felice ma neppure infelice e sconta problematiche di criminalità comuni nel resto del Paese, con un coinvolgimento crescente di giovani, anche minorenni.
«Un fenomeno che è cartina di tornasole di un profondo disagio in ambito educativo e culturale su cui non possiamo far finta di nulla. La sicurezza a lungo termine si costruisce anche con progetti nelle scuole e iniziative rivolte alla popolazione giovanile e su questo tema Faenza è seconda a nessuno.»
Solidarietà alle vittime e risposta diretta alle accuse delle opposizioni
In riferimento agli ultimi episodi di cronaca, viene espressa «la massima solidarietà alle vittime», riconoscendo la gravità di ogni singolo reato. Tuttavia, definire Faenza «ostaggio della criminalità» viene giudicata un’affermazione che scredita il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, alle quali viene rivolto un ringraziamento per l’impegno quotidiano.
L’Amministrazione conclude assicurando che continuerà a fare la propria parte, respingendo le «critiche strumentali, mosse da chi vuole speculare sulla paura».














