Un pavimento di epoca romana è riemerso dagli scavi nel cuore di Faenza, ma il cantiere per i cassonetti interrati va avanti. La scoperta, pur significativa sul piano storico, non fermerà la realizzazione dell’isola ecologica prevista dall’Amministrazione comunale.
A fine agosto erano iniziati i lavori di sondaggio archeologico in piazza delle Erbe, dove il Comune intende collocare i cassonetti interrati a servizio delle attività economiche e dei residenti della zona. Un progetto che in autunno aveva suscitato proteste, con i commercianti e Ascom in prima linea. Gli scavi si erano conclusi a ottobre e già allora circolavano voci su possibili ritrovamenti. La conferma ufficiale è arrivata però solo ora nel corso di un incontro pubblico promosso da Italia Nostra, venerdì scorso, durante il quale è stato reso noto il rinvenimento di pavimentazioni riferibili a una domus romana di età imperiale. Alla conferenza hanno partecipato Sara Morsiani, funzionario archeologo della Soprintendenza di Ravenna, e Chiara Guarnieri, già funzionario archeologo per le soprintendenze di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Un pavimento del I secolo sotto la piazza
Durante le indagini archeologiche preventive è emerso un antico pavimento appartenente a un’abitazione romana, databile al I secolo dopo Cristo. Si tratta di una testimonianza che si inserisce nel quadro della Faventia romana, confermando la presenza di edifici residenziali nell’area centrale della città. Nonostante l’importanza del ritrovamento, i lavori per l’isola ecologica interrata proseguono. Le strutture rinvenute, infatti, non risultano incompatibili con l’intervento previsto e saranno tutelate secondo le indicazioni della Soprintendenza.
Per Faenza è una novità. Basta scendere di pochi metri sottoterra che qualcosa si trova. Dal 2015 una settantina di indagini hanno dato esito archeologico positivo e circa una ventina sono databili nel periodo romano. Se nelle campagne sono stati riscontrati insediamenti che risalgono alle età del bronzo e ferro, in centro città invece i rinvenimenti sono senza dubbio più recenti, fatta eccezione per i ritrovamenti in piazza delle Erbe. Anche nell’area dell’Ovs, ad esempio, furono individuati a suo tempo antichi reperti, tutt’ora visibili. Più recenti invece le altre scoperte. Sotto porta delle Chiavi in Borgo due anni fa, era stato rinvenuto un bastione sotterraneo di epoca medioevale. A Palazzo delle Esposizioni in Corso Mazzini, nel corso degli scavi archeologici propedeutici alla riqualificazione, sono emersi i resti di un’antica officina ceramica: si tratterebbe di una fornace del Cinquecento, presumibilmente collegata all’officina che sorgeva in via Ca’ Pirota. E’ degli ultimi giorni la notizia di rinvenimenti anche in via Sant’Orsola alla periferia est della città, dove sono in corso i lavori per la pista ciclabile e l’edificazione di alcune case.
Il dibattito politico e le rassicurazioni del Comune
La scoperta ha riaperto anche il confronto politico. La consigliera Alpi ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in Consiglio comunale, chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui sono stati condotti i primi sopralluoghi e sugli eventuali riflessi del ritrovamento su tempi e costi del progetto. Dal canto suo, l’assessore all’Urbanistica Luca Ortolani ha ribadito la linea dell’Amministrazione: «Sono contento che occasioni come questa diventino lo strumento per conoscere meglio la storia della nostra città». E, rispetto all’andamento del cantiere, ha precisato: «al momento nessun problema all’orizzonte».
Barbara Fichera














