La Geriatria dell’ospedale manfredo tornerà a disporre di 18 posti letto, inseriti in spazi rinnovati e più funzionali. È l’annuncio che segna un passaggio importante per la sanità cittadina, chiamata a confrontarsi con una popolazione sempre più anziana. A comunicarlo è stato il direttore del presidio faentino, Davide Tellarini, a margine del seminario dedicato alle Sindromi extrapiramidali: un ponte tra neurologia e geriatria. Un’occasione scientifica che si è trasformata in momento di riflessione sul futuro dell’assistenza locale. Il ripristino della dotazione originaria di 18 posti letto rappresenta, nelle parole del direttore, un investimento strutturale ma non solo numerico. L’obiettivo non è aumentare solo la capacità di ricovero, ma rafforzare un modello di presa in carico continuativa dell’anziano fragile. «I posti letto non sono il fine ultimo della cura – ha sottolineato Tellarini – ma uno strumento dentro un sistema più ampio, che deve garantire continuità assistenziale». Il progressivo invecchiamento della popolazione, a fronte di un calo delle nascite, impone una revisione dell’organizzazione sanitaria. L’ospedale, non può più essere l’unico fulcro della risposta, ma parte di una rete capace di dialogare in modo stabile con il territorio. Al centro della strategia vi è il superamento della logica emergenziale, puntando su una collaborazione strutturata con le realtà residenziali e sociosanitarie. Tra queste, il Fontanone e il nuovo consorzio Primula, progetto a gestione pubblico-privata pensato per la co-progettazione dei servizi dedicati agli anziani non autosufficienti nell’Unione della Romagna Faentina. L’intento è unificare la gestione dei posti disponibili, ottimizzare i costi e accrescere la qualità professionale degli interventi. Un altro asse di lavoro riguarda la prevenzione dei ricoveri impropri. Attraverso un raccordo più stretto con il Pronto Soccorso, si punta a intercettare precocemente le patologie croniche e le situazioni di fragilità, evitando accessi ripetuti che gravano sul sistema e non sempre rispondono ai reali bisogni del paziente. Il potenziamento della Geriatria non è solo un intervento organizzativo, ma un segnale di direzione: investire su un sistema capace di accompagnare la fragilità in modo strutturale, umano e diffuso, mettendo in dialogo competenze neurologiche, assistenza territoriale e rete sociale.
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