Non è mai troppo tardi per continuare ad approfondire le proprie passioni e per arricchire il personale bagaglio culturale. È d’esempio la storia dell’ottantaduenne faentino Mario Gramellini. Dopo una vita dedicata all’insegnamento nella scuola elementare, tra il capoluogo lombardo prima e quello emiliano romagnolo dopo, è nel 2020 che decide di iscriversi al corso di laurea in storia presso l’Università di Bologna. Il 18 marzo 2025 si conclude il primo ciclo di studi triennale cum laude con una tesi dal titolo I bronzetti votivi del tipo Ombra della Sera in Etruria. Da pochi mesi è invece iniziato il ciclo di studi magistrali presso la facoltà di archeologia dell’ateneo bolognese.
Intervista a Mario Gramellini

Dottor Gramellini, come mai si è iscritto all’università?
Per due ragioni: una pratica, e l’altra più spirituale. Da un lato è stato di grande sprono l’arrivo della pandemia di Covid. Nella mia vita ho sempre cercato di mantenermi attivo e impegnato. Raggiunta la pensione mi sono iscritto a un corso per sommelier presso l’Ais, dove ho conseguito il diploma.
Allo stesso tempo ero diventato presidente presso un circolo locale. Con l’arrivo del lockdown ho iniziato a soffrire le giornate trascorse in casa. Sono passato dal condurre una vita attiva a una, come del resto tutti noi, particolarmente statica. Avevo il bisogno di impiegare il mio tempo diversamente. Grazie a una mia nipote, all’epoca anche lei studentessa universitaria, entrai a conoscenza del fatto che Unibo si era organizzata in maniera tale da portare avanti le lezioni online nonostante l’emergenza da Covid. Con la complicità di mia nipote, con moglie e figli all’oscuro di tutto, decisi allora di iscrivermi. Dall’altro canto la scelta è stata determinata da una mia tensione interiore: questo passaggio, che è la vita, non poteva concludersi senza aver acquisito quegli strumenti con cui poter interpretare e guardare al tempo che mi è stato donato.
Perchè si è orientato verso la facoltà di storia?
Fin da ragazzo ho avuto una certa curiosità e interesse verso questa materia, forse dettate più dall’immaginazione che dalla conoscenza specifica. Il passato non mi è mai stato indifferente, è utile per conoscere noi stessi e la vita che stiamo vivendo. Questo è quello che cercavo dal mio percorso di studi: uno sguardo nuovo, plasmato dagli studi del passato, con cui poter guardare al presente e alla mia vita trascorsa.
Com’è stata l’esperienza all’università?
Illuminante. Ho seguito corsi veramente interessanti. Gli insegnanti sono sempre stati estremamente preparati e capaci di soddisfare in maniera magistrale le mie curiosità. Molti di loro, vedendo la mia età e la mia voglia di studiare, mi hanno preso in simpatia. Allo stesso tempo, la loro disponibilità e attenzione nei confronti di noi studenti, ha reso il percorso decisamente più piacevole e alla portata.
Quali sono state le difficoltà e le soddisfazioni più grandi?
Senza dubbi l’idoneità di lingua inglese, difficoltà che riscontro tutt’ora presso il corso magistrale. Ad oggi la conoscenza della lingua straniera, soprattutto per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro, è indispensabile. A me ha messo a dura prova, tant’è che ho superato tutti gli esami in programma durante i tre anni e ho quasi dedicato l’interno anno fuori corso allo studio della lingua straniera, complice anche la poca dimestichezza con il pc. Tra le soddisfazioni più grandi, il giudizio sempre molto lusinghiero da parte degli insegnanti. Certo, ci sono stati esami in cui i risultati sono stai meno brillanti di altri, ma i professori hanno sempre dichiarato e apprezzato la mia capacità di apprendere e acquisire le materie in modo giusto e interessato.
Come hanno reagito i suoi figli alla conclusione dei tuoi studi?
C’è stato grande orgoglio e soddisfazione da parte di tutti i miei familiari. Per i miei figli, è sicuramente stato segno del fatto che loro padre, nonostante l’età, non è ancora del tutto svampito.
La sua storia può essere di stimolo per tanti. Ha un consiglio da dare per chi vorrebbe approcciarsi a un percorso di studio?
Gli studi universitari difficilmente possono dare buone soddisfazioni se dietro non c’è una ben sentita passione per il corso scelto e per le materie. Gli studi sono difficili e impegnativi, necessitano di grande costanza e interesse. All’università si fa sul serio, nessuno ti regala niente. Ne vale davvero la pena solo se a determinare la scelta per lo studio c’è passione vera.
Lisa Berardi














