Era il febbraio 1993 quando una timida adolescente romagnola vinceva la sezione ‘Nuove proposte’ del Festival della Canzone Italiana. Dopo trentatre anni per Laura Pausini si chiude un cerchio iniziato con ‘La solitudine’ e quel treno delle 7.30 che ancora oggi parte dalla stazione ferroviaria di Solarolo.

Già! Grazie a Laura questo piccolo paese della Romagna faentina è diventato famoso in tutto il mondo e da qualche mese meta di visite dei fans da tutto il mondo, e non solo per la casa-museo. Forse è questo l’elemento più sorprendente: non ci si rende conto della popolarità di questa cantante che ha iniziato a cantare nel coro parrocchiale e ora è la cantante italiana più conosciuta al mondo, soprattutto il America Latina e negli Stati Uniti. Le sue canzoni risuonano anche nelle trattorie sperdute delle montagne del Messico. Ma per chi la conosce, Laura rimane sempre quella ragazza ormai donna a cui piace scherzare con gli amici di sempre e che ha messo a frutto uno dei talenti che gli è stato donato: la voce. Sicuramente, come succede per ogni artista, Laura e le sue canzoni possono piacere o meno, ma resta indiscusso come viva sempre con lo spirito della nostra terra: schietta, solare e instancabile.

Dopo l’Eurovision Song Festival, ora è attesa nuovamente della conduzione di un grande evento. Solarolo, e tutta la Romagna, è pronta a fare il tifo per “la Laura”, la sua “diva della porta accanto”, che ci auguriamo ancora una volta dimostrerà come, partendo da un piccolo paese, si possa arrivare ovunque senza mai perdere l’accento del cuore.

Tiziano Zoli, parroco di Solarolo