I saldi a Faenza confermano la resilienza del commercio, con preferenza per prodotti di qualità e capi versatili. I negozianti criticano il Black Friday e puntano su servizio e rapporti diretti con i clienti, evidenziando la necessità di politiche per favorire afflusso e accessibilità

Saldi e qualità

I saldi invernali nel centro storico di Faenza stanno dando segnali incoraggianti, anche se non si raggiungono i livelli del passato. Nonostante un contesto economico complesso e un commercio di vicinato che continua a fare i conti con costi elevati e nuove abitudini di acquisto, le vetrine raccontano di una stagione che tiene. A funzionare meglio sono soprattutto i prodotti di qualità, scelti non solo per le occasioni speciali, ma anche per il quotidiano: capi versatili, più casual che eleganti, in grado di durare nel tempo. Una tendenza che accomuna più negozi del centro e che conferma come, anche in periodo di sconti, il valore resti un elemento decisivo.

Le voci dei negozianti

unnamed 2 e1759246644220
Barbara Minardi, titolare di Luna Blu in corso Matteotti

Tra le voci più attente sullo stato del commercio cittadino c’è quella di Barbara Minardi, titolare del negozio Lunablu di corso Matteotti, realtà storica che nell’ottobre scorso ha festeggiato quarant’anni di attività. «Abbiamo ribadito la nostra politica contraria al Black Friday. È una pratica che trascina il mercato verso il ribasso, svalutando non solo i prodotti, ma anche il servizio offerto dai negozi di prossimità. Capita persino che alcuni clienti provino i capi da noi per poi acquistarli online: un meccanismo che considero profondamente sbagliato».

Secondo Minardi, il Black Friday ha modificato le abitudini di acquisto, anticipando gli acquisti natalizi e penalizzando i negozi di vicinato. «Sempre più persone concentrano a novembre anche i regali di Natale, con un impatto negativo sulle vendite di dicembre. Inoltre, le aziende che ci riforniscono sono diventate, di fatto, nostre concorrenti. I saldi non sono più quelli di una volta».

Uno scenario complesso, dove la risposta non passa dagli sconti indiscriminati, ma da un modello alternativo. «Noi scegliamo di puntare sulla qualità del servizio: consigli personalizzati, attenzione al cliente e iniziative per creare un rapporto duraturo. Organizziamo eventi proprio per rafforzare questo legame».

Riscontri positivi arrivano anche dalla Calzoleria del Corso di corso Saffi. La titolare Angelita Quarneti spiega come i saldi abbiano beneficiato di una fase particolare per il negozio. «I saldi per noi sono andati bene, in quanto c’è stata una ristrutturazione del negozio che ci ha spinti a fare sconti più importanti. La risposta della clientela è stata buona, in particolare per i prodotti di buon livello». Tra gli articoli più richiesti, soprattutto scarpe da uomo e prodotti made in Italy di fascia medio-alta.

Segnali incoraggianti giungono anche da Fabbri Boutiques, in corso Mazzini, dove il periodo dei saldi si è intrecciato con un trasloco. «Anche noi abbiamo lavorato parecchio, con ogni probabilità aiutati dalla vendita promozionale causata dallo spostamento in un altro negozio. Gli articoli che sono andati meglio sono stati i giubbotti e la maglieria. Cose del quotidiano, non vestiti eleganti per la sera».

Futuro e centro storico

Una filosofia che Minardi porta avanti da anni, basata su una moda più lenta e consapevole, su capi di valore pensati per durare e su un rapporto diretto con il pubblico. In controtendenza rispetto alle numerose chiusure, nell’ottobre 2024 ha inoltre inaugurato Deposito LB, un nuovo spazio in Galleria Gessi.

Lo sguardo si allarga infine alle criticità strutturali del centro storico. «La crisi del settore è evidente: ci sono meno risorse nelle tasche delle persone, ma anche noi negozianti dobbiamo fare la nostra parte. Per incentivare l’afflusso in centro sarebbe utile migliorare l’accessibilità, seguendo esempi virtuosi come quello di Milano, ad esempio rendendo gratuita la Ztl almeno il sabato».

Vincenzo Benini

“Servono parcheggi e più elasticità”

simonaventurelli
Simona Venturelli (a sinistra) titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento in corso Mazzini

Simona Venturelli, titolare dell’omonimo negozio di corso Mazzini, è la terza generazione di una storia iniziata oltre 80 anni fa. L’attività nasce nel 1947, nell’immediato dopoguerra, grazie al nonno, diventando uno tra i negozi più longevi del centro città. In origine si vendevano impermeabili, poi il padre di Simona introdusse capi importati dagli Stati Uniti. «Oggi il mercato corre veloce. I saldi sono partiti bene – spiega Simona – anche se uno dei principali ostacoli resta il problema dei parcheggi». La carenza di posti e la rigidità degli orari sono un deterrente. «Bastano pochi minuti oltre il limite per rischiare una multa. Il rinnovo elettronico della sosta non è uno strumento accessibile a tutti, per questo servirebbe maggiore elasticità nella gestione». Quanto agli sconti, Venturelli osserva che la “super occasione” spesso non esiste: chi cerca un capo firmato o di qualità tende ad acquistarlo a inizio stagione. Per questo esprime una posizione critica verso il Black Friday e gli sconti anticipati prima di Natale, che non favoriscono il commercio tradizionale. Nel centro storico, la vera differenza la fanno la qualità e il negozio di prossimità. «Conosciamo i nostri clienti uno per uno – sottolinea – ed è questo rapporto, insieme a un prodotto curato e aggiornato, che continua a fare la differenza anche oggi».