I saldi a Faenza mostrano un commercio che resiste ma senza slancio. I consumi non hanno ancora recuperato i livelli pre-alluvione e molte attività restano in difficoltà. Ascom e Confesercenti chiedono politiche concrete per rilanciare il centro storico, puntando su accessibilità, riduzione dei costi e sostegno agli investimenti
Quadro generale
I saldi invernali a Faenza restituiscono l’immagine di un commercio che tiene, ma che fatica a ritrovare pienamente lo slancio. I consumi restano inferiori ai livelli precedenti all’alluvione e il quadro nazionale non aiuta, mentre il centro storico continua a fare i conti con chiusure, trasferimenti e vetrine vuote. Le associazioni di categoria chiedono ora interventi concreti per il futuro, puntando su accessibilità, parcheggi, agevolazioni fiscali e misure straordinarie contro la desertificazione commerciale.
L’analisi Ascom

Il direttore generale di Ascom Faenza, Francesco Carugati, parla di un avvio dei saldi sotto le aspettative. «In questo primo bilancio, avevamo aspettative maggiori. Di sicuro la città di Faenza sta ancora soffrendo il periodo post alluvione ed è in fase di ripresa. I livelli pre-alluvione non sono stati ancora raggiunti, non solo nell’abbigliamento, nell’oggettistica e nell’oreficeria, ma anche nel settore alimentare, con una riduzione dei consumi rispetto a tre anni fa».
Una difficoltà che, come sottolinea Carugati, va oltre il contesto locale. «Il problema di questo calo è a livello nazionale. Aumentano infatti le chiusure dei negozi, e c’è poco ricambio generazionale. L’unico settore che va bene è quello della ristorazione, quindi dei bar e dei ristoranti». Anche nell’alimentare la situazione è disomogenea. «Nell’alimentare calano forni e macellerie, mentre a tenere sono solo i negozi di frutta e verdura».
Sul fronte delle proposte, Ascom guarda alle politiche di rilancio del centro. «Come associazione abbiamo partecipato alla presentazione di una sorta di decalogo da proporre alle istituzioni per incentivare il commercio. Prima di tutto bisogna incentivare gli accessi nel centro cittadino, agendo contro la difficoltà nel trovare i parcheggi». Centrale anche il tema dei costi per le attività. «Servono agevolazioni a chi investe, con riduzione di spese fiscali. Esistono ancora leggi anacronistiche, come il canone unico patrimoniale, le tasse sulla pubblicità, sull’insegna e sull’occupazione del suolo pubblico». Norme che, secondo Carugati, «avevano un senso negli anni Settanta e Ottanta e che sono da smantellare», ricordando infine il documento presentato a livello nazionale per chiedere interventi straordinari contro la desertificazione dei centri storici.
La posizione Confesercenti

Viaggia sulla stessa lunghezza d’onda Chiara Venturi, referente di Confesercenti Faenza. «Al momento le rilevazioni non trasmettono un quadro preciso su come stanno andando i saldi, ed è quindi difficile delineare un trend. In ogni caso non sembra che i saldi abbiano perso il loro appeal, anche se comunque non si va benissimo». L’andamento varia molto a seconda dei settori. «Per quanto riguarda la merceologia, ad andare bene sono soprattutto i capi di qualità e di marca, a conferma di una maggiore selezione nelle scelte da parte dei clienti».
Restano però diverse criticità. «L’abbigliamento in generale è in calo, così come sono in difficoltà altre tipologie di negozi, come le erboristerie e le mercerie, ma anche il mercato ambulante, su cui hanno influito il freddo e la pioggia». A pesare è anche la situazione degli affitti. «C’è una grande fluidità, legata alla ricerca di canoni più bassi, con molti trasferimenti che però lasciano numerose attività sfitte nelle vie centrali. Le vetrine vuote non possono che influire sull’attrattività del centro».
Le proposte di Confesercenti puntano su interventi strutturali. «Ci concentriamo sugli incentivi al calmieramento delle locazioni, sull’Imu, ma anche su politiche a favore dell’accessibilità e del decoro urbano, quindi più parcheggi e una migliore illuminazione». Uno sguardo rivolto anche al futuro. «Dal 2027 il Comune potrà accedere a una legge regionale sugli hub urbani e di prossimità, finalizzati al rilancio del commercio e alla rigenerazione dei centri cittadini».














