Negli ultimi quattro anni i cambiamenti climatici hanno provocato oltre 20 miliardi di euro di danni all’agricoltura italiana. Alluvioni al Nord e siccità al Sud mettono a rischio imprese e produzioni. A Bologna la mobilitazione di Coldiretti con cinquemila agricoltori, tra cui oltre 500 dal Ravennate, per chiedere interventi concreti su acqua, infrastrutture e tutela del Made in Italy.
Danni per oltre 20 miliardi in quattro anni
Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni all’agricoltura per oltre 20 miliardi di euro. A pesare sono state le alluvioni al Nord – tra cui quelle che hanno colpito duramente l’Emilia-Romagna nel 2023 e nel 2024 – e la siccità al Sud.
Un’emergenza che resta centrale anche nel 2026, dopo i quasi 2.800 eventi estremi registrati nell’ultimo anno tra nubifragi, tempeste e ondate di calore, oltre un quarto di quelli rilevati in Europa. Una situazione che rappresenta una minaccia diretta per il Made in Italy agroalimentare, che nella sola Emilia-Romagna, cuore della Food Valley, vale oltre 37 miliardi di euro.
La mobilitazione alla Fiera di Bologna
Il tema è stato al centro della mobilitazione promossa da Coldiretti a Bologna, con cinquemila agricoltori riuniti alla Fiera insieme ai vertici dell’organizzazione e alle istituzioni.
Oltre 500 produttori agricoli sono giunti dal ravennate, accompagnati dal presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte, e dal direttore provinciale Assuero Zampini.
Il piano invasi
Per garantire acqua e sicurezza idrogeologica, Coldiretti rilancia in tutta Italia la realizzazione di un grande piano invasi con sistemi di pompaggio. L’obiettivo è raddoppiare la raccolta di acqua piovana, ridurre il rischio di esondazioni e produrre energia pulita.
Il piano viene indicato come priorità strategica, considerando che il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale deriva da produzioni irrigue.
Risorse Pac e innovazione
Accanto alle emergenze, vengono richiesti interventi strutturali. In questa direzione vanno i 10 miliardi di euro di risorse della Politica agricola comune recuperati per gli agricoltori italiani.
Si tratta di fondi ritenuti fondamentali per rafforzare redditi e competitività, ma anche per accelerare innovazione e sostenibilità: dall’agricoltura di precisione ai sistemi digitali di monitoraggio climatico e idrico, dalle tecnologie per il risparmio di acqua ed energia agli strumenti avanzati per la gestione del suolo e delle colture.
Etichettatura e tutela del Made in Italy
La mobilitazione di Bologna rilancia infine la battaglia contro la norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente a prodotti esteri – dalle carni lavorate ai trasformati vegetali – di essere venduti come italiani dopo lavorazioni minime, come l’aggiunta di sale a un prosciutto.
Un meccanismo che riguarda anche latticini, sughi e pasta realizzati con materie prime straniere. Da qui la richiesta dell’obbligo di etichettatura d’origine su tutti i prodotti in commercio nell’Unione Europea, per garantire trasparenza ai consumatori e tutela alle imprese agricole.














