La vita di tante parrocchie della nostra diocesi è arricchita dalla presenza dei circoli/oratori Anspi, che organizzano una serie di iniziative culturali, gastronomiche e ricreative. A coordinare tutti i circoli è l’Anspi Zonale Faenza-Modigliana, che vanta più di 50 anni di attività sul territorio. Da statuto, l’Anspi opera in sintonia con le parrocchie e, in particolare, si impegna nella formazione ed educazione dei giovani, organizzando e coordinando iniziative negli ambiti di sport (in particolare con lo sportoratorio), musica, teatro, cultura e volontariato.
Intervista a Sergio Mantellini, presidente Anspi Zonale

Per comprendere il ruolo ricoperto da questa realtà e quali sono le sfide e le prospettive future per i circoli della nostra diocesi, abbiamo incontrato Sergio Mantellini, presidente di Anspi Zonale dal 2024. Mantellini aveva già ricoperto questo ruolo dal 2007 al 2016 e dal 1999 è presidente anche del circolo Anspi di Celle. «Sarò presidente zonale fino al 2028 – precisa Mantellini – poi vorrei passare la mano all’attuale vice presidente Lorenzo Vignoli, 32enne di Cassanigo, per favorire il ricambio generazionale».
Mantellini, quanti sono i circoli Anspi nella nostra diocesi?
Attualmente sono 38, l’ultimo ingresso è quello di San Martino in Gattara, che ha fatto molti sforzi per dotarsi di un Circolo e avere così un punto di ritrovo per la comunità.
I soci sono circa 5.300, tra cui un migliaio di giovani, in calo rispetto ad una decina di anni fa quando registravamo 8.800 associati.
Purtroppo il Covid è stata una mazzata pesante per tutti i nostri circoli, perché ha modificato profondamente le abitudini delle persone, soprattutto di quelle più anziane, che si sono ritrovate a non voler più uscire, nemmeno quando la situazione è tornata alla normalità.
La ripartenza post Covid è stata difficoltosa e le conseguenze si vedono tutt’ora, però il Comitato zonale e i circoli/oratori si stanno impegnando per riportare l’Anspi ad avere un ruolo sempre più importante all’interno delle realtà parrocchiali.
Qual è il ruolo dell’Anspi Zonale?
L’Anspi Zonale è un po’ la “mamma” di tutti i Circoli e Oratori. Deve quindi offrire supporto a 360 gradi, soprattutto dal punto di vista tecnico e fiscale, visto che il carico burocratico e le spese sono decisamente aumentate con l’entrata in vigore del Runts (Registro Unico Nazionale Terzo Settore), a cui i circoli sono iscritti.
Coordiniamo e promuoviamo le iniziative organizzate dai Circoli e, a nostra volta, organizziamo eventi aggregativi, aperti agli associati.
Quali sono?
Dal 2007 organizziamo la cena degli auguri di Natale che prevede la messa celebrata dal vescovo e, a seguire, un momento conviviale aperto ai rappresentanti dei circoli della diocesi.
Poi le Circolimpiadi che si svolgono fin dal 2013. Giovani, dai 14 ai 18-19 anni, si cimentano in diverse prove ludico-sportive. Una manifestazione che unisce sport, aggregazione e divertimento.
Per gli adulti organizziamo le Olimpiadi delle Carte, con gare di beccaccino, mah-jong, briscola, scala 40 e burraco.
Buono il riscontro da parte dei circoli, con dieci serate organizzate a rotazione e quaranta persone presenti ad ogni appuntamento.
Infine, il Concorso dei presepi, con i circoli Anspi e le relative parrocchie che sono invitati ad allestire un presepe. Il consiglio valuta i vari presepi e premia quelli considerati maggiormente meritevoli. Nel 2025 hanno partecipato undici circoli.
Qual è la funzione sociale dei circoli Anspi, nel contesto odierno?
I circoli sono, ancor di più oggi, in un contesto dominato dalla tecnologia, un punto di riferimento importante nella vita di tante parrocchie. Un circolo è un punto di ritrovo che dà modo ai parrocchiani di incontrarsi. Un tassello fondamentale soprattutto per le parrocchie più piccole e dove il parroco non è presente in maniera stabile.
Quali sfide dovranno affrontare i circoli nel futuro?
Sta diventando sempre più difficile trovare volontari nuovi, così come è difficoltoso che ci siano persone che decidano di impegnarsi e diventare quindi presidente o consigliere di un circolo.
Purtroppo, con le nuove normative il carico di responsabilità legato a queste cariche è aumentato considerevolmente e non sono in molti quelli che decidono di assumersi questi oneri. Poi c’è il grande tema del ricambio generazionale che, soprattutto nei circoli più piccoli, è difficoltoso, anche alla luce del calo demografico in atto. Ci sono però, fortunatamente, delle eccezioni che possono ancora contare su un bel nucleo di soci giovani.
Come si possono coinvolgere maggiormente i giovani?
Servono iniziative, soprattutto in ambito sportivo e teatrale, che permettano di fare aggregazione e creare così un gruppo di giovani che si ritrovano, magari per giocare a calcio o recitare ma finiscono anche per frequentare il Circolo. Chiaramente servono spazi e strutture adeguate.
Samuele Bondi














