Il gruppo Caviro ha festeggiato il suo 60esimo anniversario con un pranzo celebrativo presso la propria sede di Forlì. L’evento ha riunito i rappresentanti della base sociale, provenienti da otto regioni italiane, per tracciare un bilancio di sei decenni di crescita e definire le direttrici strategiche del Gruppo, protagonista internazionale nel settore vitivinicolo e nell’economia circolare.
Presente anche il vicepremier Tajani
Insieme ai soci, hanno partecipato all’evento rappresentanti delle istituzioni e del mondo cooperativo, tra cui il vicepremier Antonio Tajani, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.
Nato nel 1966, il Gruppo si presenta oggi con una solidità che ne conferma la leadership: un fatturato di 351 milioni di euro, una base sociale di 11.500 viticoltori e un patrimonio agricolo di 36.200 ettari di vigneto, con una quota di mercato che lo pone al primo posto in Italia e una presenza consolidata in 90 mercati esteri.
Con un modello capace di coordinare una filiera complessa e generare valore per l’intero sistema agricolo nazionale, il gruppo opera lungo l’intera piramide del valore del vino italiano: dall’offerta di Cantine Caviro, che rende accessibile ogni giorno la qualità a milioni di consumatori, al polo Tenute Caviro, che riunisce marchi e aziende premium espressione distintiva di territori iconici come la Toscana e il Veneto, con Leonardo da Vinci e Gerardo Cesari. Due anime complementari che trovano unità nel modello cooperativo, capace di coniugare radicamento territoriale, efficienza industriale e presidio dei mercati internazionali.
Dalmonte: “Celebrato questo importante traguardo con la nostra base sociale”
“Da sessant’anni la nostra cooperativa è impegnata nella valorizzazione del lavoro dei soci, con l’obiettivo di garantirne la competitività e la redditività – ha sottolineato Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro –. Per questo abbiamo scelto di celebrare questo traguardo insieme alla nostra base sociale: imprenditori che ogni giorno dimostrano di saper innovare restando profondamente legati alle proprie radici. Il nostro impegno è continuare a guidare questo percorso, coniugando sostenibilità e reddito in un mercato globale che richiede risposte sempre più rapide e concrete.”
Un sistema di economia circolare
Oltre alla produzione vinicola, il Gruppo Caviro rappresenta un punto di riferimento per la capacità di rigenerare valore lungo l’intera filiera. I sottoprodotti dei processi di vinificazione non vengono semplicemente smaltiti, ma trasformati in nuove risorse destinate ai comparti alimentare, farmaceutico, cosmetico e industriale. Un approccio che si traduce in un sistema di economia circolare “dalla vigna alla vigna”: i sottoprodotti della filiera agroalimentare e gli scarti vegetali vengono rigenerati per produrre energie rinnovabili e fertilizzanti naturali, restituendo sostanza organica ai terreni da cui tutto ha origine.
Un ciclo che si chiude e si rigenera riduce l’impatto ambientale e rafforza la sostenibilità del modello cooperativo, restituendo valore ai territori da cui tutto ha origine.
La celebrazione del 60esimo si è svolta all’interno della sede di Forlì, consentendo agli ospiti di osservare le linee di confezionamento del nuovo formato brick di Tavernello, marchio storico del Gruppo e brand di vino italiano più venduto al mondo, oggi al centro di un percorso di rilancio strategico pensato per rispondere alle nuove sensibilità dei consumatori.
“La nuova identità di Tavernello riafferma l’importanza culturale del vino quotidiano, accessibile e trasparente – ha spiegato il presidente Dalmonte –. Abbiamo scelto di rappresentare nel packaging le storie dei nostri viticoltori: un riconoscimento che riflette l’anima della nostra cooperativa e parla un linguaggio contemporaneo, capace di intercettare i nuovi target senza tradire la propria essenza”.
A conclusione dell’evento è stato presentato in anteprima il documentario “Passaggi”, realizzato da Caviro e dedicato alle testimonianze autentiche dei viticoltori della filiera da Nord a Sud. La pellicola dà voce alle nuove generazioni che hanno scelto di proseguire la tradizione delle imprese familiari. Il racconto mette in luce la quotidianità, le differenze, la bellezza e il valore sociale di un mestiere che unisce competenze tecnologiche e rispetto per la terra.


Le dichiarazioni istituzionali
Antonio Tajani, vicepremier
“Grazie per l’invito, essere qui oggi mi ricorda quanto il vino sia importante per noi italiani, quanto faccia parte della nostra identità e della nostra cultura. Caviro ha trasformato questo saper fare italiano in un’attività industriale, che porta benessere al territorio e al Paese. A noi il compito di valorizzare questa qualità: il vino italiano è il migliore al mondo e ha saputo superare anche momenti complicati, tra cui i recenti dazi, dimostrando la sua resilienza.
Oggi Caviro esporta intorno al 30% del suo vino, ma può crescere ancora e sperimentare altri mercati, come quello indiano, anche grazie agli accordi internazionali che il Governo sta stringendo. Il compito del Governo è lavorare con gli enti locali e regionali, senza colori politici, perché fuori dai confini italiani esiste solo il tricolore. Insieme otterremo risultati importanti.
A Caviro dico: siate ambiziosi, andate oltre i limiti che vi siete imposti. Noi faremo di tutto per darvi una mano, affinché il buon vino di questa terra arrivi anche dove non è ancora conosciuto”.
Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia Romagna
“Questo è un compleanno, quindi innanzitutto: auguri. Auguri a Caviro e complimenti a chi 60 anni fa ha avuto l’intuizione di creare questa realtà, con la lungimiranza tipica della cooperazione. Oggi vediamo come l’individualismo sia una scelta più semplice, ma fare insieme, cooperare, è l’unica speranza: guardare agli altri non come competitor ma come collaboratori.
Questo ha fatto e fa Caviro, che ha portato il Made in Italy in tanti luoghi dove altrimenti non sarebbe arrivato, che ha affrontato tanti cambiamenti fino a diventare un modello internazionale di economia circolare che conosciamo. Ognuno di questi passaggi è stato complesso e a volte osteggiato, eppure la grande alleanza che c’è in questo territorio tra il mondo delle imprese e le istituzioni ha portato a questi risultati.
L’Emilia Romagna è una regione che ha costruito tanto sull’export. Oggi la situazione internazionale è difficile, specie nel rapporto con gli Stati Uniti. Dobbiamo guardare ad altri mercati ma siamo preoccupati per le relazioni con il nostro storico alleato. In questo non devono esistere colori politici: dobbiamo lavorare insieme per gli stessi obiettivi. Anche sulla produzione vitivinicola possiamo e dobbiamo fare di più, solo grazie alla forza della cooperazione possiamo vincere questa sfida.
Grazie a Caviro per questi 60 anni, ma il meglio deve ancora arrivare e dobbiamo scriverlo insieme”.
Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì
“Siamo qui per celebrare una realtà importante del nostro territorio. Come dico sempre, l’amore per il territorio parte da chi lo vive e da chi lo coltiva, come gli agricoltori e i viticoltori.
Ringrazio il ministro Tajani, che ci ha dato grandi indicazioni di speranza. Ringrazio Michele de Pascale, con cui ho condiviso il ruolo di sindaco e oggi ho l’onore e il piacere di incontrarlo in veste di presidente della Regione. E grazie soprattutto a Caviro, per quello che ha fatto e per quello che farà per questo territorio”.
Maurizio Gardini, presidente Confcooperative nazionale
“Questo è un bel compleanno, è il momento di sentire l’orgoglio per le tante cose fatte anche in materia di innovazione. Oggi festeggiamo ma domani si guarda di nuovo avanti: siamo condannati alla resilienza, non possiamo pensare di togliere le nostre vigne, che danno reddito alle nostre aziende, che danno tipicità al territorio.
Per ottenere risultati dobbiamo andare laddove i nuovi mercati ci chiedono di andare. Il mercato interno cala, quindi spingeremo sull’internazionalizzazione, con nuove idee e strategie. Sono certo che Caviro ha chiara questa strategia, sapremo portarla avanti insieme”.
Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro
“60 anni è un traguardo importante. Lo celebriamo a casa nostra, in uno stabilimento che imbottiglia 1 milione e 500.000 ettolitri di vino all’anno, perché questa è la più grande cantina di Italia. Oggi siamo tanti, come si conviene a una festa: ci siederemo a tavola con un bicchiere di vino per valorizzare il tema della convivialità, del Made in Italy.
È l’occasione per ringraziare chi ci ha accompagnato in questi 60 anni, chi ha cominciato il viaggio e chi oggi lo porta avanti, a partire dai soci, il cui lavoro vogliamo tutelare. Il vino vive uno scenario complicato, ne siamo consapevoli. Affronteremo le difficoltà che abbiamo davanti come abbiamo sempre fatto: forti dell’esperienza maturata in tutti questi anni, forti delle dimensioni di questo Gruppo, forti delle competenze dei nostri quasi 600 dipendenti e collaboratori.
Abbiamo chiari gli strumenti che useremo: Tavernello è protagonista di un importante rilancio, l’export vedrà un impegno crescente, a breve entreremo nel mercato dei vini a bassa gradazione alcolica. Sono le azioni più adatte per dare ai soci ciò che meritano”.














