Secondo i nuovi criteri nazionali Brisighella non è più classificata come comune montano. Una decisione che comporta il rischio di perdere agevolazioni, contributi e misure di tutela, e che ha acceso il dibattito locale.

Con l’aggiornamento delle tabelle nazionali, su 3.715 comuni montani individuati in Italia, in provincia di Ravenna resterebbe soltanto Casola Valsenio. Brisighella – che insieme a Riolo Terme figurava tra i tre comuni montani del territorio ravennate all’interno dell’Unione della Romagna Faentina – risulterebbe esclusa. Il condizionale è d’obbligo perché mancano ancora i regolamenti attuativi.

Il sindaco Pederzoli: «Una sciocchezza incomprensibile»

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Massimiliano Pederzoli

Durissimo il commento del sindaco Massimiliano Pederzoli, che non nasconde amarezza e preoccupazione. «È una sciocchezza, per non usare altri termini. È incomprensibile come sia stata inserita tra i comuni montani Modigliana e non Brisighella. Credo che Ministro e i tecnici abbiano come minimo fatto confusione». Il primo cittadino punta il dito contro il ministro Roberto Calderoli e i criteri adottati. «L’Appennino, anche se non ha quote elevatissime, è fragile. Servono interventi e contributi agevolati per la gestione del territorio. Siamo stati tra i comuni più colpiti dai dissesti idrogeologici. Abbiamo tutti i crismi di un comune montano, dall’altitudine delle colline alle vallate, senza dimenticare le pendenze. È paradossale». E aggiunge: «Voglio sapere con quale criterio hanno deciso che Brisighella è fuori e Modigliana dentro. Calderoli me lo deve spiegare».

Timori per scuole, imprese e servizi

Le conseguenze, secondo Pederzoli, potrebbero essere pesanti. «Rischiano di non esserci più i parametri per tenere aperte le scuole nelle frazioni, per non parlare di minori agevolazioni, aumenti di tasse, raddoppio dei contributi per le aziende agricole». Il sindaco richiama anche la precedente classificazione come zona svantaggiata ex articolo 15. «Eravamo considerati zona svantaggiata, che è perfino peggio della zona montana. I nostri terreni sono difficili, con l’argilla dei calanchi si fanno solo le ceramiche. Non capisco davvero i criteri utilizzati». E ancora: «Se dovessero cambiare le regole del gioco e chiudere le scuole nelle frazioni, le chiudiamo perché Calderoli si diverte a fare questi giochetti?».

Maggioranza e opposizione unite

La questione ha compattato l’intero Consiglio comunale. Nei giorni scorsi è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno contro la riforma, a dimostrazione di come il tema travalichi gli schieramenti politici. «È una questione oggettiva», sottolinea Pederzoli. Anche il Pd di Brisighella era intervenuto evidenziando che l’esclusione significherebbe perdere misure come il Bonus Montagna 2025 e subire tagli ai servizi essenziali, ricordando come «la montagna non si misuri solo con un altimetro, ma con lo spopolamento e l’isolamento». Intanto l’Amministrazione sta valutando azioni congiunte con l’Unione dei Comuni. «Ci stiamo coordinando per chiedere chiarimenti e vedere come rimediare a una situazione che definisco paradossale», afferma il sindaco. Pederzoli precisa che per la Regione Emilia-Romagna al momento non cambierebbe la classificazione. “Ci sono sempre stati vicini” precisa.

La nuova legge e i criteri contestati

La legge 12 settembre 2025 n. 131 nasce con l’obiettivo dichiarato di valorizzare la montagna, contrastare lo spopolamento e migliorare l’accesso ai servizi essenziali, introducendo incentivi fiscali e contributi per famiglie, giovani, imprese e lavoratori, oltre a misure per agricoltura, smart working e sicurezza dei sentieri. Il nodo riguarda però i nuovi criteri di classificazione stabiliti dal Ministero per gli Affari regionali. Un Comune è considerato montano se almeno il 25% del territorio si trova sopra i 600 metri e almeno il 30% presenta una pendenza superiore al 20%. In alternativa è sufficiente un’altitudine media superiore ai 500 metri. È prevista anche una deroga per i Comuni “interclusi”, circondati esclusivamente da territori montani e con altitudine media pari o superiore ai 300 metri. Applicando questi parametri, in Romagna i Comuni montani passerebbero da 32 a 10, con una drastica riduzione soprattutto nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Per Brisighella, storicamente legata alla dimensione appenninica e già sede della Comunità montana, l’esclusione rappresenta un colpo difficile da accettare. E la partita è tutt’altro che chiusa.

Barbara Fichera