Il Seminario vescovile di Faenza è uno spazio che accoglie diverse realtà, tra le quali la Biblioteca Cicognani, che offre numerose aule studio frequentate quotidianamente da studenti universitari, consentendo a molti ragazzi di avere ogni giorno a disposizione un luogo aperto e accogliente in cui studiare. Tra i volontari che rendono possibile questa realtà c’è Arianna Soglia, giovane studentessa universitaria iscritta al secondo anno di laurea magistrale. Da tempo frequenta il seminario come luogo di studio che con il passare del tempo è diventato parte integrante della sua quotidianità. Inizialmente la sua presenza era legata esclusivamente allo studio personale; successivamente, le è stato proposto di ampliare il suo impegno collaborando anche in portineria, contribuendo a garantire l’apertura e il corretto funzionamento delle aule studio a beneficio di tutti gli studenti.

Intervista ad Arianna Soglia

WhatsApp Image 2026 02 13 at 09.53.09
Arianna Soglia

Da quanto tempo ti dedichi a questo servizio?

Il mio servizio di volontariato è iniziato circa due anni fa. All’inizio la mia disponibilità era più flessibile, mi adattavo come un “jolly” nei turni dove c’era bisogno. Con il tempo, però, il mio ruolo si è definito e stabilizzato.

Cosa ti ha spinto a scegliere di intraprendere questa esperienza?

Il mio impegno nasce dalla consapevolezza che questo servizio rappresenti un sostegno concreto per moltissimi studenti. Grazie alla presenza quotidiana dei volontari, e in particolare durante le ore mattutine di apertura, molti ragazzi universitari possono studiare in tranquillità. Ciò che faccio è fondamentale per assicurare l’accesso alle aule a chiunque ne abbia bisogno.

Di cosa ti occupi quotidianamente?

Il mio compito principale è l’apertura delle porte del seminario nelle ore del mattino. Per motivi di sicurezza verifico che tutte le persone che entrano siano registrate e se necessario, offro supporto a chi ha bisogno di accedere agli uffici della Curia o di essere indirizzato verso i diversi spazi attivi all’interno del seminario.

Lavori in team con altri volontari? Avete ruoli fissi o variabili? 

Svolgo il servizio in collaborazione con un gruppo numeroso di volontari, una quarantina. Alcuni hanno turni fissi, mentre altri ricoprono ruoli più variabili. In particolare, mi alterno il venerdì mattina con un’altra volontaria. Grazie alla disponibilità di tutti, riusciamo a coprire l’intera settimana, giorno per giorno.

Quanti studenti entrano mediamente?

Nei periodi di maggiore affluenza, in particolare durante le fasi centrali dell’anno accademico, all’interno del Seminario entrano mediamente una trentina di studenti universitari. Nel mese di gennaio, ad esempio, le aule risultavano particolarmente frequentate. Con l’avvicinarsi della fine della sessione, invece, la presenza ultimamente è calata.

C’è mai stato qualcosa che ti ha particolarmente colpita?

Un aspetto che mi colpisce in modo particolare è la presenza di molti volontari pensionati, persone che scelgono di dedicare il proprio tempo ai giovani, anche in un servizio che potrebbe sembrare ripetitivo o noioso. A volte non ci si aspetta che qualcuno decida di spendere il proprio tempo per dei ragazzi in un contesto del genere, soprattutto perché, pur non avendo molte altre cose da fare, restano seduti lì. Nonostante questo, sono sempre disponibili per chiacchierare o a disposizione per qualsiasi cosa, offrendo una presenza attenta e cordiale.

Cosa ti trasmette e come ti fa sentire questo servizio?

Questo servizio mi trasmette un forte senso di utilità per il bene degli altri. Provo gioia nel poter incontrare persone nuove e nell’offrire un contributo concreto, anche semplice, di chi frequenta il Seminario. Vivo questa esperienza come un’occasione di crescita personale, segnata da relazioni, disponibilità e dalla soddisfazione di sentirmi parte di qualcosa che genera accoglienza e comunità.

Asia Mamini