La scalata verso l’alto dell’Asd Carchidio Strocchi continua. La società faentina di arrampicata sportiva, nata all’interno dell’omonima scuola, dopo aver festeggiato 20 anni di attività nel 2025, guarda al futuro con entusiasmo e numeri in costante crescita. Per fare il punto su traguardi raggiunti ed obiettivi abbiamo incontrato Aldo Reggi, presidente della Carchidio-Strocchi e responsabile tecnico per l’Arrampicata Speed della nazionale italiana, che ha seguito anche durante le Olimpiadi di Parigi 2024.
Intervista ad Aldo Reggi
Reggi, come è nata la società?
L’abbiamo fondata quasi per caso. Nel 2005 ero insegnante di educazione fisica alla scuola Carchidio – Strocchi, dove era presente, in palestra, una parete. Dopo trent’anni passati ad allenare nell’ambito del basket mi sono così appassionato all’arrampicata, sport dall’elevata valenza educativa e, insieme al preside Toschi, abbiamo deciso di dar vita ad una società sportiva scolastica. Negli anni abbiamo poi costantemente reinvestito gli introiti, derivanti dai corsi per adulti, nel miglioramento delle nostre attrezzature sportive. Non avremmo mai pensato, partendo da una scuola di una cittadina lontana dalle montagne, di raggiungere i risultati che abbiamo ottenuto. In questi vent’anni sono diversi i titoli, a livello italiano, conquistati dai nostri atleti.
Quanti sono ora i tesserati?
Oltre 200, tra cui un centinaio di giovani che fanno avviamento ed agonismo e un altro centinaio di amatori. A questi si aggiunge chi frequenta la palestra per prepararsi all’attività outdoor. Annualmente sono circa 300 le persone che frequentano i nostri spazi e i numeri sono in costante crescita. Abbiamo addirittura dovuto istituire una lista di attesa, per i ragazzi in età da scuola superiore, interessati a cimentarsi con l’arrampicata.
Quanto ha inciso la visibilità olimpica?
Ha aiutato molto. Dopo i giochi olimpici di Tokyo (prima presenza olimpica per l’arrampicata) i praticanti in Italia sono raddoppiati, passando da 50mila agli attuali 100mila. Non è però l’unico fattore che spinge tante persone ad avvicinarsi a questa disciplina.
Quali altri fattori spingono un neofita ad avvicinarsi all’arrampicata?
È uno sport giovane, nuovo e che si può praticare a tutte le età, anche oltre i 50 anni. Chi si cimenta per la prima volta con l’arrampicata si trova al cospetto di un modo diverso di fare attività fisica dove non è primario il risultato sportivo ma la sfida che si innesca con sé stessi e questo è molto gratificante. Ci sono diversi giovani che si avvicinano all’arrampicata, dopo tanti anni passati a praticare un altro sport perché trovano un ambiente dove possono divertirsi, liberi dalla pressione che comporta un certo tipo di agonismo.
Quali sono gli atleti di punta dell’arrampicata faentina?
I tre atleti più forti, che tutt’ora si allenano a Faenza e si sono formati nella nostra società, sono Giulia Randi e Marco Rontini, che gareggiano nella categoria Speed per il Gruppo Sportivo dell’Esercito e Giovanni Placci, che invece gareggia nella categoria Lead per le Fiamme Oro. Randi ha sfiorato la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi, Rontini è campione del mondo Under 18 mentre Placci, lo scorso anno, è arrivato nei primi otto ai campionati del mondo che si sono svolti a Seul.
Alle loro spalle, ci sono poi altri due atleti, ancora tesserati per la Carchidio-Strocchi, Ernesto Placci e Erika Piscopo, che sono già nel giro della Nazionale e fanno gare a livello europeo.
Come procede l’attività dei più giovani?
Abbiamo diverse promesse molto valide, ai primi posti nei campionati regionali giovanili, che sono suddivisi per fasce d’età, a partire dai 9 anni. L’obiettivo è centrare la qualificazione ai campionati italiani, come accaduto lo scorso anno a cinque atleti della Carchidio-Strocchi.
Quali sono gli obiettivi futuri della società faentina?
Un sogno nel cassetto è di aprire un’ulteriore sede da affiancare a quella storica, all’interno della scuola, dove non c’è più molto spazio. Questo però richiederebbe investimenti davvero ingenti perché le pareti hanno un costo elevato e richiedono una manutenzione costante.
A livello sportivo invece, per le tre punte di diamante dell’arrampicata faentina è un anno interlocutorio, con il consueto circuito di Coppa del Mondo, in attesa delle gare valide per staccare il pass olimpico, in programma nel 2027. Per gli altri atleti invece proseguono i campionati, con l’obiettivo di partecipare alle finali italiane e l’auspicio di poter essere convocati nelle nazionali giovanili.
Samuele Bondi














