In occasione del Thinking Day 2026 tanti scout della zona di Faenza-Modigliana si sono cimentati in vari laboratori di competenza. In quello di giornalismo abbiamo intervistato Alessandro Liverani, capo scout del Modigliana 1, per raccontarci del valore dello scautismo, della sua vita e del progetto in atto dalla Zona Agesci Ravenna-Faenza al Parco Carnè di Brisighella, che consiste nel prendere in gestione la capanna-scout del parco, rifugio che può ospitare sei posti letto.
Intervista
Alessandro, cosa fai oggi per gli scout?
Sono aiuto capo nel reparto maschile di Modigliana e sono nel comitato di zona nel settore competenze.
Cosa ti ha spinto a entrare negli scout?
Mi hanno spinto degli amici direi, una motivazione vera non c’è. Oggi sono negli scout da 52 anni.
Perché sei rimasto negli scout per tutto questo tempo?
È un bel posto di crescita dove stare e dove mi trovo ancora oggi a mio agio.
Cosa fai nella vita?
Il dottore forestale, che è colui che si occupa degli alberi, della loro cura e di tutto quello che riguarda il legname in vari ambiti.
Qual è stato un momento significativo negli scout che ricordi volentieri?
Nel 1979 eravamo a Ravenna a un thinking day. Mi ricordo che ci eravamo tutti vestiti da automobili, è stato molto bello e divertente. Era la prima volta, da ragazzino, che giravamo in maniera autonoma in una grande città.
Cosa è lo scouting?
L’insieme delle tecniche che permette all’esploratore e alla guida di vivere in maniera consapevole e attiva la vita nei boschi ma anche in città.
Cosa ti piace di più nel mondo degli scout?
L’essere a contatto con giovani e trasmettere loro il senso dell’avventura.
Qual è stato il tuo campo preferito?
Ero capo squadriglia e il nostro campo estivo di reparto del 1981 si svolse in due posti diversi, il primo nell’Appennino Modenese dove arrivò una tempesta che spazzò via tutto il nostro accampamento scout. Dopo essere rientrati sani e salvi a Modigliana e dopo un paio di giorni che servirono ad asciugare le tende e a ripararle, ricordo che cucimmo con ago e filo grosso che tagliava le dita per ore, ripartimmo per Crespino, nel castagneto di Pigara, rimontammo il campo e restammo lassù due settimane trascorrendo il nostro campo estivo tra grandi giochi, uscite e serate al fuoco di bivacco. In pratica furono due campi estivi.
Parlaci del progetto al Parco Carnè, riguardo la nuova gestione della Capanna scout.
Nel cuore del parco c’è una capanna rifugio costruita tanto tempo fa, nominata come capanna scout perché è stata sempre frequentata da molti scout. Dopo tanti anni il parco ha dovuto fare una scelta a chi dare in gestione questa capanna perché, Ivano, lo storico guardaboschi, è andato in pensione. Il parco ha fatto un bando pubblico chiedendo chi volesse prenderla in gestione. Noi della zona Agesci di Ravenna-Faenza abbiamo vinto il bando per occuparcene rendendola un bene fruibile per i gruppi scout e per le associazioni che vogliono vivere esperienze in mezzo alla natura. Serve molto aiuto per mantenerla, questa base è dentro un’area protetta ad esempio si può entrare solo a piedi o in bicicletta e non con i veicoli a motore. Dentro al parco l’obiettivo è mantenere la qualità dell’ecosistema e contribuire alla sua conservazione e farlo conoscere ai giovani facendo vivere a loro delle esperienze in un ambiente fantastico. Il carnè inoltre è diventato patrimonio mondiale dell’Unesco.
Quanto costa pernottare?
I costi sono definiti dalla convenzione con il parco e, appena, riaprirà la capanna scout al Carnè, verranno resi noti, ma non supereranno i 10-12 € a testa a notte. Sono presenti 6 posti letto, gas per cucinare e bagni.
Sofia Faenza 4 squadriglia aquile, Ester Faenza 1 squadriglia pantere














