“Uomo sincero e genuino, giocatore esperto e talentuoso, allenatore capace e attento”. Il Faenza Calcio ricorda così William Barducci, morto ieri all’età di 69 anni per un male incurabile.

Calciatore e allenatore del Faenza Calcio

Con il club manfredo aveva terminato la carriera da calciatore, con 47 presenze e tre reti, conquistando l’ Interregionale e iniziato quella da allenatore, per un totale di quattro annate.

Chiamato dal d.s. Enzo De Giovanni a raccogliere l’eredità di Ezio Gamberi, al Faenza, William Barducci iniziò ad allenare dimostrando subito capacità tecniche e umane importanti, dall’89 al ’91. Il primo anno guidò contemporaneamente la Juniores e la Prima squadra, con cui ottenne nel biennio un settimo e un terzo posto, prima di cedere il testimone a Ivano Gavella perchè chiamato dal Gualdo, che condusse nel 1992 alla prima, storica promozione tra i professionisti, in serie C2. 

L’apice della carriera con la maglia della Fiorentina

Nato a Santarcangelo il 5 giugno 1956, e cresciuto nelle giovanili della Sammaurese, Barducci esordì con il Bellaria dove si mise subito in luce tanto da attirare l’attenzione della Fiorentina che lo volle nel suo organico in serie A. Era il 1977. Con la squadra viola, però, giocò solo sei partite di Coppa Italia, segnando tre reti, due delle quali il 14 maggio 1978 a San Siro contro l’Inter: un match che finì 2-2 grazie alla sua doppietta. Poi Barducci continuò la sua carriera da calciatore a Livorno, Montecatini, Spezia, Lucca (con 54 presenze e 20 reti), Fano, dove contribuì alla vittoria del campionato di C2, e Pontedera fino ad arrivare a Faenza.

Ricordando la militanza di Barducci nella Fiorentina 1977/78, il Museo Viola sulla sua pagina Facebook gli ha dedicato un saluto, e “si stringe commosso ai familiari di William Barducci. William sempre con noi”.

Da allenatore la storica promozione in C2 col Gualdo

Appese le scarpette al chiodo, cominciò con il club ravennate la sua esperienza da allenatore: due anni a Faenza (1989/91), altrettanti a Gualdo (1991/93), dove firmò l’impresa di portare per la prima volta il club umbro in C2, e infine, dopo una lunga pausa che si era preso scottato dall’esonero subito a Gualdo la stagione successiva alla promozione, tornò ad assecondare la sua passione diventando il vice di Corrado Benedetti a Grosseto, Perugia e Pistoia. Poi si dedicò al club della sua città, la Sammaurese, con un’intensa attività nel settore giovanile.