Si compongono gli ultimi tasselli lasciati in sospeso verso le elezioni comunali del 2026 a Faenza. Il 17 gennaio Fratelli d’Italia ha ufficializzato il proprio sostegno a Gabriele Padovani, candidato sindaco per Area Liberale, consigliere comunale dal 2010 ed ex sfidante del centrosinistra al ballottaggio nel 2015. Accanto a una sua lista, si troverà quella di FdI, a cui si aggiungerebbe un’ulteriore lista sostenuta dall’ex consigliere regionale Lega Andrea Liverani e, forse, un’ulteriore lista civica. Nel ventaglio del centrodestra, è presente anche la candidatura di Claudio Miccoli per Lega e Forza Italia. Entrambi sfideranno il sindaco uscente Massimo Isola. Il quarto candidato attualmente presente nello schieramento è Giuseppe Apicella (Potere al popolo).
“Padovani è un profondo conoscitore della città”
Ad aprire l’incontro è stato Alberto Ferrero, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha parlato di «un percorso iniziato mesi fa» e arrivato ora a compimento. «Padovani è un profondo conoscitore della città – ha detto – vive Faenza ogni giorno, ne conosce i problemi e sa dove intervenire. È riuscito a portare il centrodestra al ballottaggio perché è innamorato della propria città e ci mette la faccia». Nel suo intervento Ferrero ha tracciato una lettura netta della situazione faentina: «Faenza oggi è a un bivio. O si continua lungo la strada degli ultimi decenni, con amministrazioni grigie di centrosinistra che hanno portato negli ultimi anni a problemi come degrado, insicurezza, risse e una totale mancanza di tutela del territorio. Oppure si sceglie una strada diversa». Al centro, in particolare, la questione idrogeologica: «Faenza è la città che più ha pagato le alluvioni. Le opere di contenimento non realizzate pesano come responsabilità precise». Da qui l’appello a «trasformare il malcontento in azione» e la promessa di una lista «forte, aperta a mondi diversi, capace di essere un’alternativa al sistema di potere, in cui ci saranno anche delle sorprese a livello di nomi». In particolare tre i punti chiave su cui Fratelli d’Italia vuole dire la sua: i settori del bilancio, dell’urbanistica e della gestione della macchina amministrativa del Comune.
In sala erano presenti diversi volti noti della politica locale, tra cui l’ex candidato sindaco Paolo Cavina, oltre ai consiglieri comunali Alessio Grillini e il già citato Andrea Liverani.
Il centrodestra diviso. FdI: “Da parte nostra, c’era l’ok per le primarie. Puntiamo su chi conosce il territorio”
A rafforzare la scelta è intervenuta anche la senatrice Marta Farolfi: «Riteniamo che i faentini meritino un candidato che sia espressione del territorio e lo conosca. Non c’è solo il tema della sicurezza idrogeologica. Ci sono il degrado di alcune aree, la gestione dei rifiuti, il Pug che ancora non decolla, la situazione dell’Asp e l’aumento delle rette delle case di riposo». Farolfi ha parlato di un impegno diretto del partito: «Affiancheremo Padovani con persone competenti».
Non è mancato un passaggio sulle ragioni della mancata unità del centrodestra. Roberto Petri ha spiegato che Fratelli d’Italia aveva proposto un percorso condiviso, anche attraverso l’opzione delle primarie quando i due nomi papabili, in quel momento, erano Padovani e Stefano Bertozzi: «Eravamo disponibili ad accettare il risultato democratico di una consultazione che mobilitasse l’elettorato. Di fronte all’impossibilità di quel percorso dovuto al “sorriso beffardo” di alcuni nostri alleati e al passo indietro di un altro candidato, ci siamo rivolti a chi rappresentava davvero il territorio: Padovani. Mentre gli altri partiti hanno scelto “un paracadutato senza paracadute”». E ha aggiunto: «Il nostro avversario è Massimo Isola. Ci stiamo preparando a una scalata difficile».
Padovani: “Importante riportare le persone a votare”
Da parte sua, Gabriele Padovani ha ringraziato Fratelli d’Italia per un sostegno che «era nell’aria» e ha ribadito il suo approccio: «Sono un candidato vecchio stampo, a cui piace parlare con la gente. La politica è una cosa bella, ed è importante riportare le persone a partecipare». Questione non banale, visto l’aumento costante dell’astensione negli ultimi anni, anche per quanto riguarda le consultazioni comunali. Sull’alluvione ha sottolineato: «Non ho la verità in tasca, ma sulla sicurezza idraulica è evidente che manutenzione, pulizia dei fiumi e casse di espansione sono temi che non si possono più rinviare. Ci sono responsabilità politiche chiare».
Padovani ha assicurato disponibilità al dialogo («siamo pronti a parlare con tutti») e ha annunciato l’apertura di una sede elettorale come luogo di incontro. Nel corso della conferenza è stato anche ricordato che prima delle comunali si terrà il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere: Fratelli d’Italia e lo stesso Padovani hanno dichiarato apertamente il loro sostegno al “Sì”, indicando anche questo passaggio come un primo banco di prova politico.














