Il settore Ecumenismo e Dialogo interreligioso della Diocesi di Faenza-Modigliana propone anche nel 2026 le iniziative per la Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani, un tempo significativo di ascolto, invocazione e incontro tra le diverse confessioni cristiane presenti sul territorio. Il tema scelto, ispirato alle parole della Lettera agli Efesini «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Ef 4,4), richiama con forza la vocazione all’unità come dono e responsabilità condivisa. Le iniziative, curate dall’Ufficio diocesano “Ecumenismo e Dialogo”, si svolgeranno tra il 17 e il 25 gennaio e offriranno diverse occasioni di preghiera e riflessione, ospitate in luoghi rappresentativi delle varie tradizioni cristiane.

L’apertura è prevista per sabato 17 gennaio con i vespri ortodossi presso la chiesa moldava di San Savino, a Faenza, segno concreto di comunione nella preghiera e di reciproca accoglienza. Il cammino prosegue martedì 20 gennaio con una veglia ecumenica della Parola di Dio, ospitata dalla Chiesa evangelica apostolica di Faenza, occasione per lasciarsi interrogare dalla Scrittura e rinnovare l’impegno comune nel testimoniare il Vangelo. Giovedì 22 gennaio è in programma un incontro di carattere spirituale e formativo, dedicato al tema del perdono e dell’amore, attraverso la figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, guidato da padre Pietro Maranesi, frate cappuccino, presso la Sala antica della parrocchia del Santissimo Crocifisso.

La conclusione della Settimana è fissata per domenica 25 gennaio con i vespri cattolici in occasione della Domenica della Parola di Dio, presieduti dal vicario generale don Michele Morandi. In questa celebrazione troverà spazio anche la lettura integrale del Vangelo secondo Matteo, secondo la proposta della lettura continua del testo evangelico, con la partecipazione di rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, presso il Seminario di Faenza.

La Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani si conferma così un appuntamento prezioso per la Chiesa locale, chiamata a vivere e testimoniare l’unità non come uniformità, ma come comunione radicata nell’unico Corpo e nell’unico Spirito, nella speranza che viene da Dio.

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