Con il gruppo di amici con cui festeggiamo l’arrivo del nuovo anno, il discorso alle 20.30 del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è un appuntamento fisso. Chiuso il collegamento col Quirinale si può avviare la cena, gli auguri, la felicità di ritrovarsi nonostante gli anni che passano, anche se – quest’anno – uno dei nostri abituali commensali ci ha lasciato.
Ogni volta le parole di Mattarella sono come un raggio di luce sulla nostra situazione sociale, sul nostro paese, con uno sguardo sul mondo. Mai come oggi la situazione è complessa: Ucraina, Gaza, i giovani che lasciano l’Italia, le famiglie sotto la soglia di povertà che stanno crescendo, una classe politica non all’altezza della situazione. Quest’anno il suo discorso è stato particolarmente incisivo. Innanzi tutto il tempo giusto, quindici minuti, perché non servono tanti giri di parole per raccontare la realtà.
Un bel discorso, bellissimo per chi ama la storia del nostro Paese, partendo dagli ottant’anni della nascita della Repubblica italiana, raccontati con le parole dell’uomo di gran lunga più stimato d’Italia, 77 per cento di gradimento secondo i sondaggi più recenti. Fotografie di un Paese che scelse la democrazia e la libertà, che le ha sapute vivere, pur con tutti i limiti, gli errori, le deviazioni, gli orrori, ottant’anni di storia che ci hanno donato benessere, sviluppo, protagonismo a livello mondiale.
Nell’ascoltare le parole del Presidente della Repubblica, noi adulti dovremmo sentire la responsabilità di trasferire qualcosa ai più giovani – quei giovani sempre richiamati da Sergio Mattarella – perché possano capire che il vero miracolo italiano non fu solo economico, ma essere convinti di non avere limiti. Di poter conquistare qualsiasi risultato, tagliare ogni traguardo. Come i protagonisti dei grandi trionfi azzurri nello sport, che è stato bellissimo sentir richiamare dal Presidente.
Le Olimpiadi di Roma del ’60, ero un bambino, ricordo al bar del mio paese (a casa nostra non c’era il televisore) la cerimonia di chiusura, con un volo di colombe che si alzava sui pennoni dove erano issate le bandiere degli Stati partecipanti. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano – Cortina. La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe.”: le parole del Presidente,
Lo seppe fare l’Italia degli anni a cavallo fra i ‘50 e i ‘60. Senza troppe storie, con spirito di sacrificio, ma anche tanta voglia di esserci, affrontare con coraggio le sfide della vita. Tutto quello che oggi fatichiamo a riscontrare: il mondo ci sembra completamente impazzito, e questo è molto grave, ma serve anche il coraggio di ciascuno di noi.
Tiziano Conti
Foto Wikipedia di Quirinale.it














