È stato adottato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI Po), che estende il proprio perimetro di analisi e pianificazione anche ai fiumi romagnoli. Si tratta di uno strumento fondamentale per la pianificazione degli interventi di bacino nei territori colpiti dalle alluvioni e maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico, con l’obiettivo di aggiornare, sulla base di un quadro conoscitivo rinnovato, le strategie di difesa del territorio anche alla luce degli effetti del cambiamento climatico.
Gli interventi previsti sul fiume Senio per difendere Castel Bolognese
Nel nuovo PAI sono stati analizzati circa 1.500 chilometri di corsi d’acqua, oltre 1.400 sezioni fluviali e quasi 300 ponti, attraverso l’aggiornamento dei dati idrologici e l’integrazione di modelli digitali del terreno, per una valutazione più accurata degli effetti delle precipitazioni intense e degli eventi estremi.
Il progetto di variante al PAI Po, adottato il 18 dicembre scorso in sede di Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità Distrettuale di Bacino del Po e pubblicato il 30 dicembre 2025, individua interventi specifici per la messa in sicurezza dei territori e delle comunità e prevede una fase di partecipazione pubblica.
Un passaggio particolarmente rilevante del Piano riguarda il fiume Senio e il territorio di Castel Bolognese. Il PAI Po recepisce le richieste avanzate in questi mesi dai Comuni della vallata e conferma interventi strategici già più volte sollecitati, anche durante l’intervento pubblico del 15 settembre 2025 dal titolo: Un piano di interventi della Regione Emilia-Romagna la riduzione del rischio idrogeologico nella Valle del Senio.
Alla confluenza tra Senio e Sintria una nuova cassa di laminazione. Strategico il completamento delle due casse a Cuffiano, ora non funzionanti
Nel Piano dunque si prevede di realizzare, a monte della confluenza tra Senio e torrente Sintria, in destra idraulica, una nuova cassa di laminazione, fuori linea, con un volume utile stimato di circa 1.300.000 metri cubi. A valle della confluenza invece viene considerato strategico il completamente e l’entrata in funzione delle casse di laminazione in località Cuffiano, per un volume complessivo di circa 3.500.000 metri cubi, che rende queste opere le più rilevanti sul territorio.
Tra Tebano e Ponte del Castello un nuovo sistema arginale a protezione di Castel Bolognese
Tra Tebano e Ponte del Castello, in sinistra idraulica, il Piano prevede inoltre un nuovo sistema arginale arretrato rispetto all’esistente, a difesa dell’abitato di Castel Bolognese.
In destra orografica, analogamente, il sistema golenale dovrà essere arretrato per consentire una maggiore capacità di laminazione. Il PAI evidenzia infine la necessità di predisporre un Programma generale di gestione della vegetazione ripariale, riconoscendone il ruolo chiave nella mitigazione del rischio idraulico, e individua tra gli attraversamenti critici anche il Ponte del Castello e la linea ferroviaria Bologna–Ancona.
Le risorse per attuare gli interventi previsti dal Piano
Sul piano delle risorse, la Regione Emilia-Romagna ha già previsto il raddoppio dei fondi per la manutenzione del territorio e ha stanziato 10 milioni di euro di risorse proprie per avviare la progettazione degli interventi strutturali individuati dal PAI.
Gli interventi saranno poi finanziati attraverso le risorse del decreto-legge 65/2025, che prevede 1 miliardo di euro nel periodo 2027–2038 per la messa in sicurezza del territorio.
Nei 90 giorni successivi alla pubblicazione sarà possibile presentare osservazioni da parte di cittadini, enti e soggetti interessati, prima del percorso che porterà all’approvazione definitiva con Decreto della Presidente del Consiglio dei Ministri. Anche l’Amministrazione comunale di Castel Bolognese presenterà le proprie osservazioni, con l’obiettivo di contribuire a migliorare ulteriormente il Piano e rafforzare le misure di sicurezza per il territorio.
Della Godenza-Belfiore: “Finalmente il cambio di passo auspicato, con una strategia di bacino, che dà spazio al fiume. Ora serve accelerare per mettere a terra gli interventi previsti”
“Con questo Piano finalmente c’è un cambio di passo: le richieste dei territori sono state accolte e si supera l’approccio frammentato del passato – dichiarano congiuntamente il sindaco Luca della Godenza e l’assessore Ignazio Belfiore –. Sul bacino del Senio si adotta una strategia unitaria, da monte a valle, che dà spazio al fiume: più capacità di invaso nelle aree a monte e nuove opere di protezione per gli abitati, a partire da Castel Bolognese e dall’intera vallata”.
“Ora il tema decisivo è il tempo – concludono il sindaco e l’assessore –. Stiamo toccando con mano gli effetti del cambiamento climatico: eventi sempre più frequenti e intensi non sono più un’eccezione. Le soluzioni sono chiare e condivise, ora serve accelerare. Non possiamo permetterci di aspettare ancora”.














