Gianluca Sardelli racconta l’alluvione del 19 settembre 2024 a Traversara nel libro “Traversara: Rinascere dal Fango”. Dai post su Facebook al ritorno a casa, dalla rabbia al percorso collettivo con l’associazione “Progetto futuro sicuro”, un viaggio tra lutto, resilienza e rinascita. «Ho riversato tutto in queste pagine, con la sensazione di non aver lasciato nulla di irrisolto e di aver assunto anche un impegno verso le altre persone»

Il libro

Scrivere per elaborare un lutto e trasformare una ferita collettiva in consapevolezza: è da questa esigenza che nasce il libro di Gianluca Sardelli, residente a Traversara, con alle spalle una trentennale esperienza come project manager e consulente in ambito team building. Il lutto è quello provocato dall’alluvione del 19 settembre 2024, un evento che ha segnato profondamente il territorio e la sua comunità.

Il volume, intitolato “Traversara: Rinascere dal Fango, superare il Lutto dell’alluvione” (622 pagine, TipoLitografia Scaletta), raccoglie i post più significativi pubblicati da Sardelli su Facebook dal giorno dell’alluvione fino al 28 settembre 2025. Un materiale nato quasi in presa diretta che, nel tempo, si è trasformato in una vera e propria cronaca dei fatti. «Credo che questo mio lavoro possa essere una buona cronaca di quanto è accaduto – spiega Sardelli – ma per me è stato soprattutto un viaggio interiore: mi sono dato la possibilità di ripercorrere i fatti, il modo in cui mi sono confrontato con loro e come mi abbiano cambiato profondamente».

Nel libro l’autore racconta di aver canalizzato emozioni forti, dalla rabbia al dolore, fino a raggiungere una forma di serenità. «Ho riversato tutto in queste pagine, con la sensazione di non aver lasciato nulla di irrisolto e di aver assunto anche un impegno verso le altre persone». Non a caso definisce il volume come un libro “tecnico”: «È la messa in pratica sul campo degli strumenti che utilizzo normalmente nel mio lavoro di consulenza alle aziende».

traversara

Vite diverse

Il racconto segue un ordine cronologico: dalle prime due settimane dopo l’alluvione fino alla raccolta firme del 17 agosto 2025, per poi proseguire con i post pubblicati sui social e chiudersi con un capitolo di aforismi. Un percorso che restituisce la complessità di quanto vissuto a Traversara, dove le conseguenze dell’alluvione non sono state uguali per tutti.

«Ci sono circa venti famiglie che abitavano nella zona rossa e che non sono ancora rientrate nelle loro case – spiega Sardelli – e non sanno quando potranno farlo. Ci sono poi le persone che vivevano nelle aree limitrofe, ancora in attesa delle risorse per sistemare le abitazioni». Diversa la situazione di chi, come lui, si trovava più lontano dall’area maggiormente colpita: «Io sono riuscito a rientrare a casa dopo poco più di nove settimane».

Dalla rabbia

La svolta arriva il 4 ottobre 2024, giorno della seconda alluvione. «Vedendo che altrove la situazione era sotto controllo, mentre da noi l’acqua trafilava da sotto perché le fondamenta non erano state sistemate correttamente, ho perso la pazienza». Da qui la decisione di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Ravenna: «Ho fatto su di me ciò che di solito insegno ai miei clienti».

Da quel momento prende forma un percorso collettivo che porta a risultati concreti: il coinvolgimento dei cittadini, il monitoraggio costante dei lavori lungo il Lamone e la nascita dell’associazione di residenti “Progetto futuro sicuro”. «Siamo riusciti a concentrare l’attenzione su poche cose davvero importanti, come la pulizia del fiume e la sistemazione degli argini», sottolinea Sardelli. Un impegno che ha contribuito anche a far tornare lentamente la vita nel paese, con la riapertura della caserma dei carabinieri, del cimitero, del bar, della farmacia, del negozio di alimentari, della chiesa e dell’ambulatorio medico. «Credo sia stato anche un esempio di come si possa fare buona politica».

Lo sguardo ora è rivolto al futuro. «L’obiettivo principale resta la sistemazione della zona rossa – conclude Sardelli – perché ormai da sedici mesi ci sono residenti che stanno subendo questa situazione». Secondo quanto annunciato dal commissario straordinario Fabrizio Curcio, entro breve dovrebbe essere approvata un’ordinanza speciale per Traversara. «Ci è stato detto che serviranno circa tre mesi per predisporre lo strumento urbanistico: in teoria, per Pasqua dovremmo sapere cosa fare concretamente». Nel frattempo, resta una necessità fondamentale. «C’è sempre più bisogno di comunicazione con i residenti: è indispensabile riprendere gli incontri che venivano organizzati in passato».

Vincenzo Benini