La vera voce della Romagna arriva in scena: al Teatro comunale di Russi (via Cavour n. 10) prende il via la rassegna di teatro dialettale romagnolo promossa dal Comune di Russi in collaborazione con ATER Fondazione.

Quattro spettacoli in programma, di cui due a febbraio 2026

Gli spettacoli in programma sono quattro, due già a partire dal mese di febbraio, ad ingresso libero e gratuito.

Sabato 7 febbraio 2026 – ore 20:45

VITA DA CHẼ O VITA DA S-CẼ, con la compagnia “Cvi de funtanò”

Sabato 21 febbraio 2026 – ore 20:45

L’AMÓR DE SÊL, di Paolo Parmiani, con il gruppo teatrale “Teatro del mulino – la compagine”

Il dialetto romagnolo come patrimonio culturale

Il dialetto romagnolo non è soltanto uno strumento di comunicazione, ma un vero e proprio patrimonio culturale: racchiude modi di pensare, valori, ironia, memoria collettiva e una visione del mondo che ha attraversato generazioni. Portarlo in scena significa restituire dignità e centralità a una lingua che rischia di perdersi, ma che continua a vivere nella voce delle persone, nei racconti quotidiani e nelle espressioni più genuine del territorio.

La rassegna propone spettacoli che alternano comicità e riflessione, capaci di coinvolgere un pubblico eterogeneo. Il teatro dialettale diventa così un ponte tra generazioni: per chi il romagnolo lo parla da sempre è un ritorno alle origini, per i più giovani, un’occasione preziosa di scoperta e di conoscenza.

Le parole della vicesindaca di Russi

«Con questa rassegna – afferma la vicesindaca Grazia Bagnoli – il teatro si conferma luogo di incontro, memoria e futuro: un palcoscenico dove la lingua romagnola torna a essere protagonista, viva, attuale e profondamente condivisa».

Gli spettacoli e le compagnie

Cvi de funtanò” è una compagnia teatrale faentina che porta in scena una commedia in tre atti scritta dal gruppo e diretta da Laura Pratolesi.

Lo spettacolo, VITA DA CHẼ O VITA DA S-CẼ, premiato alla recente rassegna “Grande Amore 2025” di FITA Emilia-Romagna, segna il ritorno di una delle realtà più apprezzate della scena dialettale faentina, capace di coniugare ironia popolare e autenticità quotidiana con leggerezza e ritmo teatrale.


La commedia è ambientata nella primavera dei primi anni Sessanta, nella sala da pranzo di Agostino Molari, nel cuore di Faenza. Tra una soprano, una cagnina e una galleria di personaggi esilaranti e ben caratterizzati, prende forma un intreccio vivace che ribalta la monotonia domestica della famiglia “Mulera”. Un racconto corale che restituisce con tono affettuoso il linguaggio, i tic e le sfumature della Romagna di quegli anni, dove la comicità nasce dal quotidiano e la lingua dialettale diventa musica e identità del gruppo, mettendo in luce la scrittura originale della compagnia, riconosciuta tra le più rappresentative del teatro dialettale contemporaneo.

CS 07 Teatar d Rumagna Parol e Stori Compagnia Cvi de funtano

Il Gruppo teatrale “Teatro del mulino – la compagine”, fondato e diretto da Giuseppe Parmiani, nasce a San Lorenzo di Lugo nel 1973. La compagine si distingue ben presto per alcune scelte coraggiose miranti ad ampliare i limiti di un teatro in dialetto accusato di fossilizzarsi in schemi oramai logori e ripetitivi.


Dal 1987 il gruppo si affida completamente alla fantasia drammaturgica di Paolo Parmiani, portando in scena esclusivamente opere create ” su misura ” dalla penna del commediografo sanlorenzese, già attore della compagnia. A Russi porta in scena L’AMÓR DE SÊL …dove in un palcoscenico vuoto una fisarmonica suona un valzer, entrano gli attori e vestono i panni dei loro personaggi.

CS 07 Teatar d Rumagna Parol e Stori Gruppo teatrale Teatro del mulino la compagine

Inizia così la poesia di un teatro nella lingua del cuore, il racconto di un sogno che parla dell’amore del sale. Non il sapore, l’amore. Che è qualcosa di più. Con le onde che narrano storie nuove e antiche come il mare. Una commedia che parla di una Romagna che ancora vive.

Nei prossimi mesi saranno forniti i titoli degli altri due spettacoli, che si terranno nel periodo autunnale.