In occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Russi si unisce al ricordo collettivo della Shoah e delle persecuzioni razziali, con l’obiettivo di rinnovare un impegno civile che oggi appare più che mai necessario.

Zannoni: “Ricordare è un atto di responsabilità verso il presente”

«Ricordare non è un esercizio rituale né un dovere confinato al passato – spiega l’assessore Gianluca Zannoni, coordinatore del Tavolo per la Pace e del Comitato antifascista di Russi – ma un atto di responsabilità verso il presente. Quanto è avvenuto nel Novecento ci interroga ancora, soprattutto alla luce degli attuali scenari internazionali e del riemergere di forme di odio e negazionismo, che troppo spesso si traducono in nuove espressioni di antisemitismo. La Memoria è uno strumento fondamentale per riconoscere i segnali del pericolo, difendere i valori democratici e ribadire che la dignità umana non è negoziabile».

Le iniziative in programma a Russi

A Russi quest’anno martedì 27 gennaio sono previste due iniziative.

Presso il cimitero comunale (via IV Novembre), alle ore 11, Pro Loco Russi APS, in collaborazione con il Comune, ANPI Russi e la Parrocchia di Sant’Apollinare, ricorderà il russiano don Francesco Minghetti, parroco di Masiera dal 1926 al 1945, con una cerimonia presso la tomba del sacerdote (oltre il Pantheon, corridoio a destra).

Don Minghetti è stato tra coloro che, durante il periodo nazi-fascista, si sono battuti in favore dei diritti umani e hanno difeso la dignità della persona, salvando intere famiglie in fuga dall’odio razziale.

Alle 20:30 invece, presso la Biblioteca comunale (via Godo Vecchia 10), il Comune e ANPI Russi invitano i cittadini a partecipare alla presentazione del libro di Ada Ottolenghi Ci salveremo insieme. Una famiglia ebrea nella tempesta della guerra(edizioni Il Mulino), alla presenza del nipote dell’autrice, Emanuele Ottolenghi.

CS 09 Ci salveremo insieme COPERTINA

La storia della famiglia Ottolenghi

Con lo scoppio della guerra la famiglia di Guido Ottolenghi, imprenditore ebreo torinese, si trasferisce a Porto Corsini (Ravenna). Dopo l’8 settembre 1943 e l’arrivo dei tedeschi la situazione per loro però si fa pericolosa. Tentano invano di fuggire al sud via mare poi, dopo alcune dimore provvisorie, trovano generosa accoglienza e protezione presso alcune famiglie di Cotignola.

Nel maggio del 1944 con un viaggio avventurosissimo si trasferiscono a Roma. La liberazione della città è ormai vicina, e con essa la fine delle loro traversie.
Scritta con una delicata mano femminile, questa memoria è una rara testimonianza non solo dei patimenti vissuti dagli ebrei durante la guerra, ma anche della solidarietà e dell’assistenza che non di rado poterono ricevere. Per l’aiuto fornito agli Ottolenghi e ad altri ebrei, quattro cittadini di Cotignola sono stati proclamati in Israele «giusti fra le nazioni».

Ada Ottolenghi, nata Valabrega (1903-1979), ha scritto le sue memorie familiari alla fine degli anni Cinquanta, dedicandole alla nipote Raffaella. A lei è intitolata la Biblioteca per ragazzi di Marina di Ravenna.

Presenta la serata Maria Giovanna Morelli, presidente dell’associazione culturale CRAC.