Molto freddo anche all’alba di lunedì 12 gennaio in tutta la Romagna, soprattutto nel territorio faentino.
Molto freddo nella campagna faentina: – 8°C a San Biagio, oltre -7°C tra Pieve Corleto e Granarolo
Il termometro, secondo i dati dell’Osservatorio Torricelli ha toccato i -3.6°C a Faenza centro e addirittura i -8°C a San Biagio, in aperta campagna. Molto freddo anche a Pieve Corleto (–7,5°C) e Granarolo Faentino (-7,4°C).
Nei prossimi giorni, grazie all’arrivo di correnti atlantiche, è previsto un graduale aumento delle temperature notturne.
Randi: “Nessuna eccezionalità: negli anni ’20 e ’60 accadeva tre volte all’anno”
Per Pierluigi Randi, meteorologo e presidente di Ampro (Associazione meteorologi professionisti), però questo evento “non è per nulla eccezionale”.
Nella sua pagina Facebook, nella quale continua a regalare ai suoi lettori chicche statistiche legate al meteo nel nostro territorio, Pierluigi Randi ha voluto fornire la sua versione, supportata dai dati, in merito alle temperature molto rigide riscontrate in questi giorni.
“Partendo dal presupposto che questa fase di freddo è stata anche molto breve – è la sua premessa – e conta anche la durata per connotarle, oltre che per nulla eccezionale, abbiamo osservato che i valori minimi del giorno 8 sono scesi in diverse località pianeggianti sotto il limite dei -10 gradi. Quanti giorni abbiamo avuto con temperature minime inferiori a -10 nelle suddette zone nel corso degli ultimi 100 anni?”, è la domanda che si pone Randi.
Pronta la risposta: 165 giorni, ovvero “165 volte la temperatura minima scese sotto i -10°C (1921-2020); insomma non era (è il caso di dirlo) affatto insolito, e in parecchi di questi casi si era scesi sotto i -15°C, mentre nel 1929, nel 1956 e nel 1985 si scese sotto i -20°C (in Emilia anche nel 1991)”.
Dal 2021 a oggi però non era mai successo, segno di quanto il clima sia cambiato
Randi propone anche la cadenza dei fenomeni. “Negli anni ‘20 succedeva in media 3 volte l’anno; negli anni ‘30 due volte e mezzo, negli anni ‘40 idem, e ancora negli anni ‘60 quasi 3 volte (2,9). Poi la frequenza cominciò a scendere rapidamente, e dal 2021 non era ancora successo.
Ragionando per trentenni, si è passati da una media di 1,9 giorni nel 1931-1960 a una media di 1,4 giorni nel 1961-1990, per finire a una media di 0,9 giorni nel 1991-2020. Numeri alla mano, nella pianura ravennate il numero di giorni con temperature minime sotto i -10 gradi è stato di 58 nel periodo 1931-1960, di 41 nel periodo 1961-90 e di 28 nel periodo 1991-2020. Quindi, questo evento, trasportato a oltre un mezzo secolo fa, sarebbe stato non dico ordinario, ma poco eclatante, mentre oggi desta quasi “scalpore”. Per Randi i numeri sono eloquenti ed evidenziano “la profonda modifica che ha subito la stagione invernale sul nostro territorio (e non solo)”.
Per il mese di gennaio, valori anomali ed estremi ma non da record
Concentrando l’attenzione solo sul mese di gennaio, Randi rileva che il -10 non è record per il territorio ravennate: “nella prima decade di gennaio 1985 si registrarono valori tra -16 e -19°C (i famosi -23/-24°C furono raggiunti nella seconda decade), ma anche nel gennaio 1979 non si scherzò (-15/-18°C)”.
Però siamo in presenza di valori anomali, nella prima decade di gennaio, e anche di parecchio, perchè “nella zona il decimo percentile della distribuzione storica dei valori nel sessantennio 1961-2020 oscilla tra -6 e -6,5°C”, sottolinea Randi, ma anche estremi “perchè scendiamo al quinto percentile della stessa distribuzione di dati, e abbiamo valori che in zona sono compresi tra -8 e -8,5°C, quindi, per la prima decade di gennaio, un valore minimo tra -10 e -12 può essere considerato estremo, cioè con la frequenza di un evento di questo tipo ogni 20 anni circa”.
Ph copertina: mappa temperature minime, Emilia Romagna Meteo














