Tra i vari circoli della città, uno dei più storici è sicuramente la Riunione Cattolica Torricelli, fondata nel 1898. Definire quest’istituzione, che ha sede in via Castellani, un semplice circolo ricreativo è sicuramente riduttivo, visto il ruolo che ha avuto nel corso della storia cittadina, dal punto di vista politico e sociale. Con Stefano Collina, presidente della Riunione Cattolica Torricelli da fine 2023, abbiamo fatto il punto su presente e prospettive future, di questa realtà, molto nota e radicata a Faenza.
Circa 280 soci iscritti. Intervista al presidente Stefano Collina

Collina, cosa significa guidare un’istituzione che ha una storia così importante alle spalle?
Sono il primo presidente a essere stato eletto con il nuovo statuto che ha trasformato la Riunione Cattolica Torricelli in Associazione di Promozione Sociale, come previsto dal Codice del Terzo Settore. Fino al 2023 il presidente era nominato direttamente dal vescovo. Per la Riunione Cattolica Torricelli questo passaggio ha rappresentato una grande novità. Essendo socio da alcuni anni, ho accettato questa responsabilità, raccogliendo l’eredità di presidenti importanti, come Elio Assirelli, Urbano Bosi e Ivo Garavini. Nella nostra sede è stata scritta la storia dell’impegno sociale e politico dei cattolici faentini e io credo che un luogo come questo vada frequentato e mantenuto vivo.
Quali obiettivi si è dato?
Il mio obiettivo, da perseguire insieme al Consiglio direttivo, è rinvigorire ulteriormente l’identità culturale della Riunione Cattolica Torricelli e aprirsi, in misura ancora maggiore, alla città, con una serie di attività culturali e ricreative, senza perdere i propri valori.
Quali iniziative proponete nei vostri spazi?
Possiamo contare su locali molto ampi e quindi riusciamo a mettere in campo molteplici iniziative. Ogni pomeriggio i soci hanno l’opportunità di divertirsi, giocando a beccaccino o a biliardo. Ci sono poi le serate dedicate al burraco, ogni giovedì e sabato, con 50 persone presenti, mediamente, ogni sera. Sempre il sabato poi, grazie al nostro socio Tiziano che svolge il ruolo di barista, proponiamo un’apericena.
Ospitiamo iniziative benefiche di altre associazioni faentine, come il torneo di burraco del Lions Club o l’aperitivo dell’associazione Infermieri per la Solidarietà. Nei nostri locali trova spazio anche l’associazione Scacchistica Faentina, presieduta dal consigliere Andrea Drei, grazie alla quale ospitiamo tornei di scacchi a livello regionale.
Quali gli eventi culturali?
La nostra socia delegata alle attività culturali Rosalba Rafuzzi organizza presentazioni di libri, mostre di artisti locali, che ospitiamo nella Sala Zucchini e visite guidate a musei e realtà culturali del territorio, aperte a soci e non. Tutti i principali personaggi della vita culturale faentina, in questo contesto, sono spesso nostri graditi ospiti. Il circolo inoltre è anche parte attiva in eventi del territorio come la Fiera di San Rocco. Infine, il primo mercoledì di dicembre di ogni anno il Cinema Sarti ospita la nostra festa degli Auguri e della Solidarietà. Nel 2025 è andato in scena un concerto, con il coro lirico Città di Faenza e siamo riusciti a raccogliere 800 euro, che abbiamo poi donato alla Caritas diocesana.
Qualche novità per il 2026, a livello di iniziative?
Grazie al nostro socio consigliere Massimo Caroli, tra gennaio e febbraio ospiteremo nei nostri locali un ciclo di quattro incontri dal titolo Faenza è Sociale, dedicati ai temi del welfare, terzo settore e cooperazione.
Quanti sono i soci attualmente?
I soci iscritti sono circa 280 e molti sono pienamente attivi nell’organizzazione dei nostri eventi, a partire dai componenti del Consiglio Direttivo che, oltre a quelli che ho già citato, sono: il direttore Umberto Valla, Vittorio Esopi, Paolo Farolfi, Francesco Bassi, Patrizia Melegari e Virginia Vassura.
Come ha inciso il covid sulla frequentazione dei soci?
La pandemia è stata un colpo molto duro, per la nostra realtà perché ha modificato radicalmente le abitudini dei nostri soci, soprattutto di quelli più anziani. Una volta che la situazione è tornata alla normalità c’è stata grande voglia di ripartire con le attività e tornare a vivere gli spazi del circolo. Ci sono tanti soci di lunga data, che non vedevano l’ora di poter tornare a frequentare un luogo per loro identitario.
Come guarda al futuro la Riunione Cattolica Torricelli?
La vera sfida, non solo per la nostra realtà, è legata al ricambio generazionale. Non è una questione semplice, ma vogliamo rendere questo luogo più attrattivo per le giovani generazioni. Sicuramente la priorità per il futuro è far in modo che la Riunione Cattolica Torricelli rappresenti un punto di riferimento culturale sempre più importante, con una proposta strutturata, variegata e aperta alla città, nel solco dei valori e del ruolo sociale che quest’istituzione ha sempre ricoperto. Credo che a Faenza ci sia spazio per una nuova proposta culturale articolata ed attuale, che provi ad indagare la realtà che ci circonda, con un linguaggio accessibile a tutti, a partire dai giovani. Mi piacerebbe fosse il mondo cattolico cittadino a farsi carico di questa offerta culturale e, in questo contesto, credo che la Riunione Cattolica Torricelli abbia grandi potenzialità e possa diventare uno spazio di confronto e riflessione, sempre più frequentato.
Samuele Bondi














