Il 30 dicembre l’Autorità di Bacino ha pubblicato il piano degli interventi sui fiumi della Romagna, per rendere il territorio potenzialmente più sicuro dalle alluvioni.

Gli interventi sul Lamone: tre bacini di laminazione a monte di Faenza. Interventi previsti anche a Brisighella

Sono tanti gli interventi previsti, anche su Lamone e Marzeno, tra casse di espansione, contenimenti dei livelli idrici e aree ad esondazione controllata.

In particolare, per quanto riguarda il fiume Lamone il piano prevede innanzitutto l’adeguamento e il potenziamento del sistema difensivo per il contenimento dei livelli idrici, in corrispondenza delle Terme di Brisighella, in destra idraulica.

A Sarna si concentrano poi le opere principali, visto che l’Autorità di Bacino prevede tre interventi strutturali per la laminazione delle piene.

In sinistra idraulica, a monte dell’attraversamento stradale di via Molino del Rosso, è prevista la realizzazione di una cassa di laminazione fuori linea, priva di opere di regolazione in alveo, con il ribassamento del piano campagna e la realizzazione di arginature, per contenere 1.035.000 m³ d’acqua.

In destra idraulica invece è prevista un’altra cassa di laminazione ma con capacità pari a 600.000 m³ d’acqua.

Una terza cassa di laminazione dovrebbe sorgere poco più a valle, in corrispondenza dell’idrometro di Sarna, con un volume utile stimato pari a 480.000 m³ d’acqua.

Le opere sul Marzeno. Due i bacini di laminazione, a Santa Lucia e San Martino

Per quanto riguarda invece il torrente Marzeno, si prevede la realizzazione, l’adeguamento e il potenziamento del sistema difensivo, in sinistra idraulica, per il contenimento dei livelli idrici, in corrispondenza del centro abitato di Marzeno. Sulla sponda opposta verranno rimodellate le aree golenali, per accogliere più acqua in caso di piena.

A valle del centro abitato di Marzeno invece sono previsti due interventi strutturali per la laminazione delle piene. A Santa Lucia il piano prevede la realizzazione di un’altra cassa di laminazione, in sinistra idraulica, con un volume utile stimato in circa 1.585.000 m³.

Un’opera analoga dovrebbe sorgere in destra idraulica, in corrispondenza del nucleo abitato di San Martino, con una capacità pari 630.000 m³.

Critica la confluenza tra Lamone e Marzeno. Il piano prevede un bacino di laminazione nell’Orto Bertoni e il rialzo e rinforzo degli argini in Borgo

Il piano poi focalizza l’attenzione sulla confluenza tra Lamone e Marzeno, punto particolarmente delicato nelle alluvioni del 2023 e 2024.

Oltre all’area di resistenza, già realizzata in via Cimatti, il contenimento dei livelli idrici è attuato tramite vari interventi. In particolare l’Autorità di Bacino prevede il rialzo e rinforzo dell’argine destro del fiume Lamone, subito a valle dell’area via Cimatti, dal ponte della circonvallazione fino al Ponte delle Grazie.

In sinistra idraulica invece, nel quartiere Orto Bertoni, dovrà essere realizzata la sesta cassa di laminazione. La sua realizzazione prevede la rimozione di un tratto di argine del fiume Lamone, per consentire lo sfioro delle portate di piena, la costruzione di rilevati arginali, connessi all’argine esistente, al fine di compartimentare l’area e difendere l’abitato e l’area cimiteriale, l’eventuale riprofilatura del piano campagna all’interno per massimizzarne la capacità di laminazione.

Area di laminazione prevista anche in via Don Giovanni Verità. Per realizzarla sarà necessario delocalizzare alcune abitazioni

In virtù della pericolosità della confluenza tra i due fiumi il piano prevede inoltre un’ulteriore area di laminazione, che dovrebbe sorgere tra via Don Giovanni Verità e il Marzeno. Per la realizzazione di questo intervento risulterà necessaria la delocalizzazione di alcune abitazioni.

A Fossolo un’area a tracimazione controllata, di 2.500 ettari

Oltre alla confluenza, secondo l’Autorità di Bacino un altro tratto critico, sul fiume Lamone, è a valle di Faenza, tra il Canale Emiliano-Romagnolo, via Madrara e il ponte della linea ferroviaria Faenza-Ravenna. Per questo, è prevista la realizzazione di un’area a tracimazione controllata, in destra idraulica, posta tra il CER e via Madrara, in adiacenza al nucleo abitato di Fossolo, di 2.500 ettari.

Gli interventi a Boncellino e Traversara. I ponti come elementi critici

A valle di quest’area a tracimazione controllata, nelle frazioni di Boncellino e Traversara saranno necessari rialzi e rinforzi arginali mentre, come già indicato, il ponte ferroviario di Boncellino dovrà essere sostituito, come accadrà a Sant’Agata sul Santerno, con una struttura più sicura.

Nei tratti di Lamone e Marzeno, praticamente tutti i ponti sono considerati critici, dall’Autorità di Bacino, nelle condizioni attuali. In particolare, fortemente critici sono il ponte Molino Rosso (Lamone), il ponte Canovetta e il ponte Verde (Marzeno)

Infine il piano prevede di definire un programma generale di gestione della vegetazione ripariale, coerente con le disposizioni regionali di riferimento, che tenga insieme le necessarie azioni per garantire la sicurezza idraulica con la tutela e valorizzazione della vegetazione, che ha funzioni ecosistemiche essenziali e un ruolo chiave nella mitigazione del rischio idraulico.

Ora si aprono novanta giorni in cui enti, istituzioni e cittadini potranno presentare le proprie osservazioni al presente piano.