La decisione dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna di interrompere la sperimentazione del Periodo unico di valutazione al Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza solleva interrogativi sul metodo adottato e sulle conseguenze per studenti, famiglie e docenti. A intervenire è il consigliere regionale Niccolò Bosi, che esprime perplessità sui tempi e chiede un ripensamento.

Scelta effettuata dalla scuola faentina condivisa e comunicata per tempo

La sperimentazione del periodo unico di valutazione era stata adottata dal Liceo Torricelli-Ballardini nel mese di maggio, al termine di un percorso condiviso dagli organi collegiali della scuola. La decisione era stata inoltre comunicata tempestivamente sia all’Ufficio scolastico regionale sia al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

“Per questo motivo – osserva Bosi – desta perplessità una presa di posizione arrivata a gennaio, ad anno scolastico ormai ben avviato, quando studenti, famiglie e docenti avevano già costruito aspettative, orizzonti di lavoro e un equilibrio didattico che era stato riconosciuto e apprezzato dalla comunità scolastica.

Il valore del percorso educativo

Negli anni, il Liceo Torricelli-Ballardini ha sviluppato una forte corresponsabilità tra scuola, famiglie, docenti e studenti, promuovendo un modello di vita scolastica fondato su benessere, partecipazione e cittadinanza attiva.

La sperimentazione del periodo unico si inserisce, sottolinea Bosi, coerentemente in questo percorso ed è parte di un più ampio cambiamento di paradigma che, soprattutto in Emilia-Romagna e Toscana, sta progressivamente mettendo al centro non solo i voti, ma anche la qualità dell’apprendimento e il benessere complessivo degli studenti.”

Le criticità di un intervento a metà anno

“Intervenire a metà percorso, prosegue il consigliere regionale, su una scelta comunicata per tempo e condivisa dalla comunità scolastica rischia di creare disorientamento. Sarebbe importante che anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito tenesse conto non solo degli aspetti formali, ma anche della vita concreta delle scuole, del benessere degli studenti e della qualità della formazione“.

L’auspicio di un ripensamento

In questa prospettiva Bosi chiede un ripensamento o quantomeno un ulteriore approfondimento della decisione, che valorizzi il lavoro svolto dal Liceo Torricelli-Ballardini e consenta, se possibile, di portare a termine la sperimentazione senza effetti penalizzanti per chi la scuola la vive ogni giorno.