C’è un’immagine che, più di altre, testimonia l’affetto della comunità marradese per la sua “maestra” Fedora. È la fotografia di quella sala piena, gremita di persone di ogni le età, dai più piccoli ai più anziani. Alcuni sono rimasti in piedi, altri dietro alle porte della sala. Tutti arrivati al Centro studi campaniani per partecipare alla presentazione del libro “Fedora scrive”, il 25 gennaio scorso. Sguardi commossi, attenti, riconoscenti. Con la certezza negli occhi che i segni lasciati dalla “penna” di Fedora Anforti – maestra, amica, mamma, collaboratrice, collega… – non verranno dispersi.
“Fedora scrive”, il volume a cura di Rita Neri, raccoglie gli articoli di Fedora, scritti su “Il Piccolo” e su “Il Filo del Mugello” e ci ricorda con forza quanto sia importante che le parole non svaniscano nell’aria di una pagina web o di una storia su Instagram, ma restino a fare memoria di ciò che siamo stati e ciò che vogliamo essere come comunità.
Tanti i ricordi e gli aneddoti emersi dall’incontro di Marradi, che hanno unito le generazioni: dalla voce del sindaco ed ex alunno Tommaso Triberti alle compagne di scuola con cui era ancora in contatto per arrivare agli ultimi alunni avuti alla scuola elementare. Accompagnati dai suoi insegnamenti, tanti bambini hanno avuto il loro primo approccio con la lettura e la scrittura, arrivando ad amare queste materie. La ricorda così Vittoria in un tema: “a casa finivo ogni libro che trovassi interessante e poi lo raccontavo a Fedora, che credo amasse sapere che mi piacevano i libri e per questo me ne regalò tanti… desidero ringraziarla con tutto il cuore per tutto quello che ha fatto per me e per i miei compagni”. Così come hanno commosso le parole dell’amico Luigi (“le ultime parole che ci siamo scambiati? Ti voglio bene…”), del diacono Gianluca Massari (che già aveva scritto una bella testimonianza sul Piccolo la scorsa settimana mettendola in relazione con un’altra grande-piccola marradese, Rita Rossi), della dirigente scolastica Silvia Ravaioli (“fu lei a suggerirmi di diventare dirigente scolastico…”) e dei figli. Poi il ricordo di Paolo Guidotti, collega del Filo del Mugello, che ha anche fatto ascoltare un audio di confronto con Fedora su alcune pubblicazioni. Storie di chiamate affettuose e dibattiti, a volte accesi, ma per il bene di Marradi, assieme al marito Paolo Bassetti. Tanti i tratti comuni di questo variegato mosaico di incontri e relazioni: passione, vivacità, fraternità, dolcezza.

Per noi del Piccolo l’incontro con Fedora ha rappresentato un anno intenso e appassionato. Aveva iniziato a collaborare con la nostra redazione all’inizio del 2023, come corrispondente da Marradi, raccogliendo il prezioso testimone di Fortunata Filipponi e Andrea Badiali. Da brava giornalista, nei suoi articoli sapeva mettersi da parte, lasciando che fossero i fatti, le persone e le testimonianze a parlare. La sua penna illuminava le storie, mai se stessa.
Con grande sensibilità ha raccontato Marradi in tutte le sue sfumature: i personaggi, la cultura, lo sport, le tradizioni. L’amore per il suo paese e per la sua gente traspariva da ogni riga, in quella cura paziente che dedicava a ogni parola. E così i lettori del Piccolo potevano conoscere le attività culturali di Marradi, leggere le interviste agli sportivi di ieri e di oggi, gustare approfondimenti amarcord, interrogarsi sul presente e futuro della montagna.
Scrupolosa e attenta, ogni lunedì ci inviava il suo articolo, accompagnandolo quasi sempre con una telefonata in redazione per condividere spunti, dettagli o per chiedere un consiglio con grande umiltà. Un impegno non scontato, soprattutto per chi, settimana dopo settimana, deve trovare un punto di vista che emerga nel flusso continuo di notizie.
Per noi del Piccolo è stata un dono e una collaboratrice preziosa: grazie a lei abbiamo potuto tenere accesi i riflettori su un territorio lontano da Faenza, ma parte viva e importante della nostra diocesi. L’alluvione ci ha ricordato, in modo doloroso, quanto “tutto sia connesso” e come, da Marradi ad Alfonsine, la forza della comunità nasca dall’essere uniti.
Ringraziamo Fedora per il tratto di strada condiviso con noi, e speriamo che da Marradi altri possano raccogliere il suo testimone e la sua penna per il Piccolo.
La ricorderemo con affetto e gratitudine, per la sua dedizione, la sua dolcezza e per l’amore con cui ha saputo raccontare la sua terra.
Samuele Marchi
Il ricavato del volume sarà interamente devoluto all’associazione Pro Joko di Marradi.














