Torna il Concorso dantesco del liceo classico Torricelli di Faenza, intitolato a Lia Leonardi Castellari. L’edizione 2026 si apre agli studenti degli ultimi tre anni di tutti i licei della provincia di Ravenna. Previsti temi su Dante, borse di studio e premiazioni in primavera

Il concorso

Torna anche quest’anno il Concorso dantesco intitolato alla professoressa Lia Leonardi Castellari, promosso dal Liceo classico Torricelli di Faenza e giunto a una nuova edizione dopo il debutto nel 2011. Un’iniziativa ormai consolidata, nata per ricordare una figura molto amata nel mondo della scuola faentina: insegnante di italiano e storia, appassionata studiosa di Dante Alighieri, punto di riferimento per generazioni di studenti.

Il concorso è promosso dalla famiglia Castellari e negli anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio. Dopo l’apertura, nel 2023, agli studenti del Liceo Michelangiolo di Firenze, l’edizione 2026 segna un ulteriore passo in avanti: la partecipazione sarà estesa agli studenti di tutti i licei della provincia di Ravenna.

La prova, riservata agli studenti dei tre anni conclusivi, consisterà nella trattazione di un tema sulla figura e sull’opera di Dante. Ogni classe potrà presentare due o tre elaborati, mentre ai vincitori andranno borse di studio. A differenza del recente passato, le tempistiche prevedono la consegna dei lavori degli studenti antro il mese di marzo, in modo da poter sfruttare la giornata del Dantedì, mentre le premiazioni dovrebbero essere programmate per aprile.

Dante e l’Europa

A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è Paolo Castellari, notaio e figlio della professoressa a cui il concorso è dedicato. «Dopo la presentazione – spiega – trasmetteremo quanto prima ai licei della provincia l’invito a partecipare». Ma il concorso guarda ben oltre i confini locali.

«In Romagna abbiamo la grande fortuna di ospitare la tomba di Dante», sottolinea Castellari. «Non va intesa solo come un sepolcro, ma come un vero e proprio “gate” verso la cultura europea». Dante, ricorda, «è un gigante della nostra storia» e «senza di lui non esisterebbe la lingua italiana».

L’obiettivo, però, è anche quello di ampliare lo sguardo. «Questo concorso sarà l’occasione per approfondire i legami di Dante con le altre culture europee, in particolare quella inglese». Un percorso che parte dal territorio per arrivare a una dimensione più ampia: «Dall’ambito locale possiamo arrivare a una visione continentale».

Identità dantesca

Sul valore culturale e simbolico dell’iniziativa interviene anche il sindaco di Faenza Massimo Isola, che sottolinea come il concorso rappresenti un ponte tra memoria e futuro. «Dal 2011 questo premio tiene viva la memoria di una professoressa molto amata, mettendo in dialogo le nuove generazioni con Dante».

Dopo l’esperienza del confronto con Firenze, ora il baricentro si sposta sul territorio provinciale. «Faenza – ricorda Isola – si trova sull’asse tra Firenze e Ravenna e si considera a pieno titolo una città dantesca». Un’identità da coltivare: «Dobbiamo sfruttare al massimo questa possibilità e mantenere vivo il senso di appartenenza».

Il Comune sostiene l’organizzazione del concorso, che «nel tempo si è evoluta», prima aprendosi a Firenze e ora a Ravenna. «È una nuova tappa – conclude Isola – e siamo contenti del supporto ricevuto, anche dal consigliere comunale di Ravenna Luca Cortesi». Grazie al Liceo Torricelli, «si affrontano temi che vanno oltre la didattica tradizionale, costruendo un percorso educativo più contemporaneo».