Durante l’anno centinaia di ragazzi frequentano le aule studio della biblioteca Diocesana Cicognani, in viale dello Stradone 30, del Seminario di Faenza. Uno spazio accogliente dove studiare a Faenza, con wifi gratuito disponibile e orario continuato. Questo servizio non sarebbe possibile se non grazie alla disponibilità dei volontari che qui si occupano di svolgere diversi compiti, a partire dalla gestione della portineria d’ingresso. Uno di questi è Andrea Tondini, volontario da anni della biblioteca Cicognani. Nato a Cotignola, poi trasferitosi a Faenza, ha lavorato in banca per anni. Attualmente è in pensione e svolge il ruolo di vice presidente del consiglio d’amministrazione dell’asilo infantile Carlo Maria Spada di Cotignola.

Ho accettato di svolgere questa attività di volontariato su proposta di don Stefano Lega. Svolgo un turno di servizio presso le sale studio della biblioteca Cicognani del seminario a Faenza.“ Questo fin da ancora prima del Covid e ha mantenuto l’impegno da allora, dando la disponibilità per una mattina a settimana e in caso di bisogno anche in altri momenti.

“Grazie a questo servizio ho avuto anche l’opportunità di conoscere anche tanti ragazzi e persone nuove”

In genere di cosa ti occupi?

Specifico intanto che le sale studio sono aperte dal lunedì a venerdì dalle 9 del mattino fino alle 22. Io mi occupo di un turno mattiniero che prevede l’apertura del portone principale del seminario, che è la porta d’accesso alle sale studio. Poi la verifica che siano in ordine le sale e la verifica del funzionamento del riscaldamento. Inoltre gestiamo gli accessi attraverso un’applicazione a computer per avere sia dati statistici di presenza ma anche per avere la consapevolezza della presenza in ogni momento per motivi di sicurezza.

Cosa ti ha spinto a voler diventare volontario?

Mi ha attirato l’importanza che questo servizio offre ai ragazzi. Poi il fatto che si svolga all’interno di una struttura bella, accogliente, ben organizzata per ospitare i ragazzi che vengono qui a studiare. La possibilità di mantenere questo tipo di servizio a ragazzi che oggi hanno bisogno di punti di riferimento ha stimolato anche a me. Grazie a ciò ho avuto anche l’opportunità di conoscere anche tanti ragazzi e persone nuove e quindi allargare un po’ il giro delle conoscenze. A volte mi sono trovato a essere io un punto di riferimento per questi ragazzi anche solo parlando e chiacchierando spontaneamente.

Mediamente quanti ragazzi frequentano la biblioteca in un giorno?

Il numero varia a seconda del flusso degli studenti e delle sessioni universitarie. I ragazzi che sono a lezione vengono di meno, invece adesso che è un periodo dove hanno finito le lezioni si concentrano sugli esami da preparare. Per esempio questa mattina, il 27 di gennaio, nelle due aule studio abbiamo complessivamente 31 studenti. La capienza totale è di 70 circa, le aule a disposizione in Seminario sono tre, però in questo momento ne sono usate due, la terza si apre solo in caso di necessità.

C’è mai stato un aneddoto particolare o interessante da quando sei volontario?

Prima del Covid non c’era la gestione con il computer degli accessi, ma un sistema manuale in cui dovevamo scrivere su un foglio a penna. Quindi ogni giorno si vedevano gli accessi; quando io arrivavo la mattina e guardavo quelli della sera precedente ho visto una media di 200-220 persone, ovviamente non tutte contemporaneamente, ma moltissime persone in quel periodo passavano dalla biblioteca. Il Covid ha rivoluzionato tutto, sia il comportamento dei studenti sia gli accessi a queste aule; il modo di studiare è ovviamente cambiato quindi non siamo ancora tornati al livello pre-Covid.

Quando sei in portineria, cosa fai nel tuo tempo libero?

A volte mi capita di leggere proprio Il Piccolo, in particolare, l’attività del Vescovo, mi interessano in particolare le prime pagine: gli aspetti generali non solo della diocesi, ma anche degli interessi nazionali o internazionali. E poi mi piace sempre trovare notizie relative a Cotignola.

Nicole Tellarini