Il Presidente americano Donald Trump, con una conferenza stampa convocata appena i fatti del Venezuela erano accaduti, ha rivendicato il diritto degli Stati Uniti di intervenire nei paesi che sorgono accanto agli Usa affinché i loro governi siano allineati agli obiettivi americani. Certamente è positivo che un dittatore spietato come Maduro sia stato tolto di mezzo, ma allo stesso tempo questo tipo di intervento rappresenta una nuova incognita nell’ordine globale del mondo, già molto compromesso.

In sintesi possiamo dire che avanziamo verso un nuovo assetto mondiale, come d’altronde già teorizzato da Trump fin dai giorni del suo insediamento: quello in cui contano alcune grandi potenze, che pensano di poter predominare ciascuna a casa propria. Con la differenza che la divisione in sfere di influenza seguite alla fine della seconda guerra mondiale e alla costituzione delle Nazioni Unite era in qualche modo una garanzia di pace, mentre quella attuale rischia di essere fattore permanente di guerre e tensioni.

Nella recente National Security Strategy, l’amministrazione americana afferma che la sua priorità è l’emisfero occidentale e nei mesi scorsi Trump ha fatto più volte battute sul Canada, il Canale di Panama, il Messico come avamposti necessari alla sicurezza americana. Da domani, i pochi cittadini della lontana Groenlandia potrebbero pensare di essere i prossimi a finire sotto il dominio americano. Così come la Cina potrebbe sentirsi legittimata a intervenire a Taiwan.

I principi del diritto internazionale o valgono oppure no, non possono essere piegati a proprio piacimento. Il rischio è che la fine delle regole internazionali condivise, porti il mondo verso il caos: basta osservare quanti Paesi stanno investendo in armamenti. Purtroppo in questo momento l’Europa balbetta e rischia di diventare marginale in una realtà divisa in tre grandi sfere di influenza: americana, cinese e russa.

L’Europa (nel dubbio basta guardare la mappa del mondo e la collocazione geo-politica delle tre potenze) è l’unico ostacolo che si frappone oggi a questa logica, la barriera principale al nuovo disordine: è il presidio a questa deriva, ma fa fatica a farsi sentire. Se non ne prende atto, dovrà rassegnarsi a vedere qualcun altro comandare in un’area che comprende parti consistenti dell’Unione europea.

Ogni giorno che passa il mondo assomiglia sempre meno a un luogo in cui ci sia spazio per la civiltà, il diritto, la dignità di ogni essere umano.

Tiziano Conti

Foto da Wikipedia

Trumo, di Daniel Torok – White House Facebook,

Xi Jinping by Presidencia de la República del Ecuador

Putin, di Kremlin.ru