Grillini esprime profondo sconcerto per la revisione dei criteri per il calcolo delle presenze
Il consigliere comunale Alessio Grillini ha espresso “profondo sconcerto” in merito alle recenti modalità di comunicazione delle attività del Consiglio comunale di Faenza, soffermandosi in particolare sulla revisione dei criteri statistici adottati per il calcolo delle presenze.
Secondo Grillini, la scelta operata dalla presidente Maria Luisa Martinez appare “meno come un’operazione di trasparenza e più come un vero e proprio “strappo” istituzionale“, che rischierebbe di macchiare irrimediabilmente la fase conclusiva del mandato.
Il metodo e il mancato confronto
Tra gli elementi maggiormente contestati vi è la modalità con cui il cambiamento sarebbe stato introdotto. Grillini sottolinea come la revisione dei criteri non sia stata oggetto di confronto o condivisione in Conferenza dei Capigruppo.
“Al contrario – attacca Grillini – sembra essere un’iniziativa caldeggiata dal Partito Democratico durante l’ultima discussione sul bilancio e attuata in modo repentino, escludendo di fatto il vicepresidente del Consiglio, figura che nel corso del 2025 è stato protagonista dell’Aula e ne è parimenti garante.”
La decisione di legare il calcolo delle presenza, alla partecipazione ad almeno il 75% della seduta consiliare
Nel suo intervento, il consigliere critica inoltre la decisione di legare il calcolo delle presenze al criterio dell’erogazione del gettone di presenza, fissato nella partecipazione ad almeno il 75% della seduta.
“Si tratta di una scelta – prosegue Grillini – che ha un intento chiaramente punitivo e mira ad obbligare i consiglieri a partecipare a tutte le votazioni per risultare “virtuosi” nelle statistiche. Tuttavia, la facoltà di partecipare o meno a una votazione — per ragioni di opportunità, conflitto di interessi o strategia politica (come l’uscita dall’aula per far mancare il numero legale) — è uno strumento democratico fondamentale e insindacabile.”
Il consigliere spiega di aver scelto, per senso di responsabilità verso l’uso delle risorse pubbliche, di non partecipare a votazioni su ordini del giorno riguardanti temi internazionali, come conflitti o politiche migratorie, ritenuti estranei alle competenze tecniche del Comune e dunque “esercizi puramente retorici”.
“Sono sempre stato tra i consiglieri più presenti e proattivi”
Grillini rivendica dunque inoltre la propria dedizione all’attività consiliare e il proprio impegno politico, “che non possono essere messi in discussione per fini propagandistici. Anche in situazioni di estremo impegno personale, come il rientro da competizioni internazionali, ho garantito la mia presenza in Aula.
Il mio impegno – conclude Grillini – è stato attestato anche dalla precedente presidenza Bosi, dato che il mio nome era risultato costantemente tra i consiglieri più presenti e anche proattivi, per volumi di attività prodotta.”
Nel concludere il suo intervento, Grillini esprime rammarico per quella che definisce una «discontinuità negativa» rispetto alle presidenze precedenti, interpretando le scelte adottate come un tentativo di condizionare l’attività delle opposizioni e dei consiglieri più critici.














