Si è svolto ieri sera, in un Cinema Sarti completamente gremito, l’evento pubblico “FareFaenza: la città che cambia”, dedicato al racconto del percorso di trasformazione che ha interessato la città di Faenza negli ultimi anni, tra la sfida rappresentata dal PNRR e le complessità legate ai più recenti eventi climatici estremi.
A condurre la serata il giornalista Emilio Casalini
A guidare la serata è stato Emilio Casalini, giornalista e conduttore televisivo di Generazione Bellezza (Rai 3), che ha animato un dialogo serrato e con amministratori del Comune di Faenza e dirigenti dell’Unione della Romagna Faentina, portando alla luce come gli interventi realizzati abbiano contribuito a migliorare la qualità della vita, i servizi e le opportunità offerte dal territorio.

Quattro i temi chiave
La serata si è sviluppata attorno a quattro temi chiave: Faenza città motore di sviluppo, Faenza città attrattiva, Faenza città bene comune e Faenza città vivibile. Il confronto ha rappresentato un importante momento di racconto e restituzione collettiva sui numerosi progetti, materiali e immateriali, che stanno contribuendo a ridefinire il volto della città, intervallati da video testimonianze e da intermezzi musicali a cura dei maestri Giovanni Sandrini (chitarra) e Tiziano Negrello (basso) della Scuola di Musica Sarti.
Nel primo panel, dedicato allo sviluppo economico, gli interventi si sono concentrati sulle opportunità di crescita generate dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, in una sinergia capace di valorizzare un comparto già fortemente radicato nel territorio faentino, come quello dei materiali compositi e del manufacturing avanzato.
Uno sguardo particolare è stato rivolto alla capacità di attrarre e trattenere talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo. In questo contesto si inserisce il CHUB, progetto multidisciplinare che coinvolge pubblica amministrazione, enti di ricerca, università e imprese, insieme agli interventi di riqualificazione e ammodernamento dei luoghi della ricerca e dell’innovazione, come il Tecnopolo e l’incubatore per le imprese, attualmente in corso.
Il secondo panel ha affrontato il tema dell’attrattività culturale, turistica e formativa di Faenza. Dal ritorno ai livelli pre-pandemia delle presenze turistiche al riconoscimento di Faenza Città Creativa UNESCO, fino all’attenzione per servizi alle famiglie più equi.
Ampio spazio è stato dedicato agli investimenti sull’offerta scolastica ed extrascolastica e alla collaborazione con gli istituti del territorio per rafforzare i percorsi di orientamento, con l’obiettivo di incentivare i giovani a studiare e lavorare a Faenza. A questi si affiancano importanti interventi sulle opere pubbliche, dagli impianti sportivi come la Cittadella dello Sport e il Campo da cross di Monte Coralli, alla realizzazione dell’hub intermodale presso la stazione ferroviaria, fino alla riqualificazione di luoghi centrali per la socialità come Palazzo Esposizioni.
Nel panel “Faenza città bene comune” il confronto si è concentrato sui temi del benessere della persona e del coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. L’attenzione dell’amministrazione si è rivolta in particolare alle fasce più fragili – infanzia, adolescenza e terza età – attraverso percorsi e servizi dedicati, affrontando al contempo altre emergenze sociali, come la questione abitativa (la cui risposta si è configurata nel progetto di agenzia per la casa “Casaviva”) e la necessità di ripensare la gestione del patrimonio immobiliare pubblico per far sì che da questo nasca un valore pubblico condiviso con imprese, associazioni e terzo settore.
L’ultimo panel ha posto al centro il concetto di vivibilità urbana. Dalla gratuità del trasporto pubblico locale, integrata con il nuovo sistema di bike sharing, all’impegno per una mobilità sempre più sostenibile, fino agli interventi sull’accessibilità, per garantire una città priva di barriere architettoniche. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della sicurezza urbana integrata, con il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e della centrale operativa, affiancati da azioni educative e di prevenzione rivolte alle generazioni più giovani e dalla restituzione alla cittadinanza delle sue aree verdi danneggiate dall’alluvione.
All’interno di questo quadro si inserisce inoltre il percorso di digitalizzazione dei servizi, che vede Faenza e l’Unione della Romagna Faentina impegnate nel rendere i servizi della pubblica amministrazione sempre più accessibili, rapidi e fruibili anche tramite strumenti digitali.
Ha chiuso l’evento la comica faentina Maria Pia Timo
A chiudere l’evento, lo spettacolo della comica faentina Maria Pia Timo, che ha saputo coinvolgere il pubblico con uno sguardo ironico e pungente sulle contraddizioni della vita quotidiana e sulle trasformazioni della città, regalando al Cinema Sarti un finale all’insegna della comicità.














