È stato Claudio Miccoli il protagonista della conferenza stampa con cui Lega e Forza Italia hanno ufficializzato la loro proposta per le elezioni comunali di Faenza 2026. Un appuntamento che segna un primo passaggio pubblico nel campo del centrodestra e che apre, di fatto, una nuova fase nel confronto politico cittadino. Geologo, con una lunga esperienza tecnica anche in Regione legata al dissesto idrogeologico, Miccoli ha presentato la propria disponibilità partendo proprio dal profilo professionale. «Metto a disposizione le mie competenze», ha detto, richiamando il lavoro svolto in questi anni. «Fino a ieri ero consulente per Fratelli d’Italia sul dissesto idrogeologico a livello nazionale. Non comprendo come mai FdI non mi sostenga a Faenza». Una sottolineatura che fotografa un quadro politico in via di definizione, con Fratelli d’Italia – primo partito del centrodestra alle ultime consultazioni – che ha invece deciso di sostenere Gabriele Padovani (Area liberale).

Nel corso dell’incontro, Miccoli è tornato anche sul tema dell’alluvione e delle indagini in corso. «Sono stato di recente ascoltato di nuovo dalla Procura di Ravenna sulle responsabilità sul faentino», ha affermato, ricordando che «anche il sindaco Isola è stato chiamato a dichiarare quanto successo». Da qui un passaggio critico sull’attuale amministrazione: «Ora i fari sono puntati su Faenza. Non capisco come mai lui non dica nulla».

Accanto alla dimensione tecnica e alla lettura degli ultimi mesi, Miccoli ha provato a delineare anche un primo profilo amministrativo. «Sarò un sindaco che darà a tutti le opportunità, indipendentemente dal colore della casacca che indossano», ha dichiarato. Ma ha aggiunto subito un criterio che considera centrale: «A livello amministrativo, se ci sono dirigenti che non portano risultati adeguati, non saranno riconfermati». L’ufficializzazione della candidatura sostenuta da Lega e Forza Italia si inserisce in uno scenario già articolato, che vede in campo il sindaco uscente Massimo Isola, Gabriele Padovani per Area Liberale e Fratelli d’Italia e Giuseppe Apicella Bini per Potere al Popolo, mentre resta aperta la partita interna al resto del centrodestra.

Una partita che, con l’ingresso in scena di Miccoli, inizia a spostarsi sempre più dal piano delle ipotesi a quello del confronto pubblico. E che nei prossimi mesi dovrà misurarsi non solo sui nomi, ma sulle proposte concrete per una città che arriva al 2026 segnata da ferite profonde e da un bisogno diffuso di visione.