Tra i tedofori faentini che il 6 gennaio hanno portato a Faenza la fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026 c’era anche Filippo Piccinini, ricercatore medico all’Irst di Meldola, impegnato quotidianamente nella lotta contro i tumori. «È stata un’esperienza fantastica – racconta –. Vedere la ricerca scientifica valorizzata sul palcoscenico sportivo più importante al mondo è una soddisfazione personale enorme, ma anche uno step che mostra i grandi progressi che l’intera comunità sta facendo».

Nato nel 1985 a Forlimpopoli e residente a Faenza, Piccinini è ricercatore della Piattaforma congiunta integrata di ricerca traslazionale Irst Irccs – Università di Bologna, un progetto che mette in rete competenze scientifiche e infrastrutture delle due istituzioni con l’obiettivo di sviluppare ricerca avanzata ad alto impatto clinico. Il suo lavoro si concentra in particolare sui campi della computer vision, del machine learning e dell’image processing applicati alla microscopia e alla coltura tridimensionale di cellule tumorali: un profilo altamente specializzato che unisce bioinformatica, imaging e oncologia sperimentale, contribuendo alla vocazione interdisciplinare dell’Istituto.

Nel passaggio della fiamma, Piccinini ha percorso il tratto da corso Garibaldi 280, passando da Porta Schiavonia fino al ponte di Forlì, portando idealmente con sé anche il mondo della ricerca, spesso lontano dai riflettori, ma centrale per il futuro della salute. Accanto all’impegno scientifico, non manca quello sportivo: ad accompagnarlo lungo il percorso c’erano due realtà del territorio, il Borgo Tuliero Calcio, dove è allenatore dei portieri, e la scuola di ballo Pueblo Latino di Forlì, dove insegna bachata. Un intreccio di passioni e competenze che rende ancora più significativo il suo ruolo tra i tedofori romagnoli.














