Il Consorzio “Il Bagnacavallo” celebra 28 anni di storia vitivinicola con 300mila bottiglie prodotte tra Rambëla e Bursôn. Dal 1997 valorizza vini autoctoni e il territorio, con iniziative come “Bagnacavallo in un bicchiere” per promuovere la Romagna a livello nazionale e internazionale
Tradizione e Territorio
Piccolo nella dimensione, ma grande nella tradizione e nel legame con il territorio: il Consorzio “Il Bagnacavallo” rappresenta da oltre 28 anni una realtà vitivinicola consolidata a Bagnacavallo, cuore della Romagna ravennate. Nato nel 1997 con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici locali, il consorzio è oggi composto da una decina di aziende e mantiene un ruolo centrale nella promozione dei vini autoctoni, in particolare del Bursôn, ottenuto dall’Uva Longanesi, un vitigno raro e storico “scoperto” negli anni ’20 da Antonio Longanesi.
Produzione e Risultati
«Il nostro consorzio fa parte del territorio da più di 28 anni. Siamo una piccola realtà, ma veniamo da un 2025 positivo – spiega Daniele Longanesi, presidente del consorzio e produttore dell’omonima azienda agricola, dove si produce il Bursôn nelle varianti etichetta blu e nera –. La nostra cantina ha prodotto attorno alle 12-13mila bottiglie, mentre il consorzio, nel complesso, circa 300mila, distribuite sulle 250mila di Rambëla e sulle 50mila di Bursôn. A livello produttivo siamo soddisfatti: l’estate calda non è stata eccessiva e ci consente di partire da una base ottima. Anche le vendite sono state stabili, nonostante il calo generale dei consumi a livello globale».
Futuro e Valorizzazione
Nonostante il successo locale, il consorzio guarda al futuro con ambizione: «Dobbiamo migliorare a livello di comunicazione – continua Longanesi –. A Bagnacavallo ormai siamo conosciuti e abbiamo costruito la nostra nicchia, ma c’è ancora molto da fare per far conoscere i nostri prodotti più lontano dal territorio. Per il 2026 sono ottimista, anche se non è facile: negli ultimi anni Boncellino è stato colpito da tre alluvioni e lo scorso Natale abbiamo subito la settima allerta in pochi anni. Ci aspettiamo che le istituzioni intervengano, soprattutto sul ponte ferroviario sul fiume e per limitare i danni agli argini causati dagli animali fossori delle colline».
Il consorzio guarda anche alla valorizzazione del territorio attraverso iniziative che uniscono produttori e comunità. Tra queste, spicca l’evento “Bagnacavallo in un bicchiere”, descritto da Longanesi come «il frutto di un bel gioco di squadra. Sarà nostro compito farla diventare un appuntamento annuale. Si tratta di un evento diverso dai soliti sul territorio: oltre alle cantine romagnole, partecipano produttori da altre regioni italiane e dall’estero. La Romagna sarà rappresentata da noi e da un’altra realtà, e per noi è motivo di orgoglio portare il nostro piccolo territorio all’attenzione di un pubblico più ampio».
Vincenzo Benini














