Nelle prime ore della mattina del 18 gennaio è deceduto, presso la Casa del Clero, don Pietro Sangiorgi. Tutta la comunità diocesana prega per lui. Le esequie, presiedute dal vescovo, monsignor Mario Toso, hanno avuto luogo il 21 gennaio scorso nella chiesa parrocchiale di Solarolo. Don Pietro Sangiorgi (nella foto: i festeggiamenti per i suoi 90 anni) nacque il 25 marzo 1935 a Bagnacavallo e venne ordinato presbitero il 16 giugno 1962. Ha vissuto le sue prime esperienze pastorali come vicario cooperatore a Reda e successivamente a Granarolo fino al 1968 quando venne nominato parroco di Ritortolo in comune di Brisighella. Nel 1972 venne trasferito, come parroco, a San Michele in Gaiano e dal 1984 divenne parroco anche di Santa Maria in Casanola.
Danilo Cicognani (Casa del Clero): “Una persona semplice e buona”
Ha rassegnato le dimissioni da parroco nel marzo 2017, trasferendosi poi presso la Casa del Clero, dove è rimasto fino alla fine. «Don Pietro è stato con noi per tanto tempo – racconta Danilo Cicognani, referente della struttura -. Era una persona trasparente, semplice, buona. Aveva una capacità straordinaria di non offendersi. Di fronte a un richiamo, rispondeva sempre: “Va bene”. Di fronte a una battuta, rideva». Don Pietro andava d’accordo con tutti. «In tanti anni – ricorda Cicognani – non ha mai espresso una difficoltà nello stare insieme agli altri. Partecipava a tutte le proposte. Aveva una calma che sottolineava la sua presenza. Mite, capace di farsi condurre, fidarsi, affidarsi. Sarebbe da portare ad esempio a tutte gli anziani per questa capacità». Cicognani sottolinea come a volte, quando si raggiunge la terza età, ci si ostina a voler fare tutto da soli, mentre il segreto è «farsi prendere sottobraccio e aiutare. Si sapeva riconoscere bisognoso» aggiunge. Riguardo gli ultimi tempi «non temeva la morte, era sereno nell’attesa. Se gli chiedevi “Come stai?” Rispondeva: “Sono ancora al mondo”. Mancherà come una giornata di mare calmo, come una boccata di aria fresca di alta montagna» conclude Cicognani.La sua morte lascia un segno profondo nella diocesi di Faenza-Modigliana, che ne ricorda il lungo servizio pastorale e la fedeltà al ministero sacerdotale.














