Donata al vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, Mario Toso, il nuovo personaggio del presepe 2025 nell’ambito dell’iniziativa promossa ogni dicembre a livello nazionale da Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti.

La statuina 2025 rappresenta una coltivatrice

Obiettivo di quella che è ormai una tradizione a tutti gli effetti è aggiungere alla rappresentazione della Natività figure capaci di parlare al presente e, allo stesso tempo, indicare un futuro più giusto e attento alle persone.

In particolare, quest’anno, la statuina rappresenta una coltivatrice ed è dedicata al lavoro nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni con il tema scelto che è quello dell’integrazione e dell’inclusione, con un richiamo forte anche alla sicurezza sul lavoro.

Statuina presepe 2025

Presenti alla consegna e allo scambio di auguri con il vescovo, il presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte, il direttore Assuero Zampini, don Tiziano Zoli, parroco di Solarolo e consigliere ecclesiastico diocesano della Federazione Coldiretti e per Confartigianato Ravenna il presidente della Romagna Faentina Umberto Campalmonti e il segretario Alberto Mazzoni.

Le dichiarazioni delle istituzioni

«La tradizione del presepe – ha detto il presidente Dalmonte – continua a parlare alle nostre comunità, soprattutto in tempi complessi come quelli attuali. Aggiungere ogni anno nuove figure che rappresentano mestieri e attività quotidiane significa tenere viva una narrazione capace di unire, includere e mostrare un futuro possibile”.

“La qualità del lavoro è un pilastro fondamentale per tutelare la dignità delle persone e la competitività del Made in Italy agroalimentare, promuovendo legalità e rispetto. La scelta della figura dell’agricoltrice – ha aggiunto il direttore Zampini – vuole simboleggiare i valori di inclusione e sicurezza che caratterizzano da sempre il mondo agricolo. Ma la statuina simboleggia anche il nuovo protagonismo femminile nelle nostre campagne, dove la componente rosa sta diventando sempre più determinante in termini di innovazione e di welfare, con le tante iniziative sociali come fattorie didattiche, agriasili e comunità di accoglienza”.

«La statuina di quest’anno – sottolinea il presidente della Confartigianato faentina Campalmonti – ci parla del lavoro manuale artigiano e agricolo, simbolo di integrazione, rispetto e collaborazione e segno di speranza e inclusione, in linea con lo spirito del Presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità. Anche quest’anno il manufatto è stato realizzato dal Maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre questi valori in un simbolo semplice e immediato”.

Il presepe, nato nel 1223 a Greccio grazie a San Francesco, è una tradizione che attraversa i secoli e continua a essere un riferimento di speranza e prossimità. Per questo ogni anno Coldiretti, Confartigianato e Symbola scelgono una nuova figura che racconti i valori di oggi: dalla solidarietà durante il Covid (2020), all’innovazione digitale (2021), dalla sostenibilità ambientale (2022), alla formazione e all’apprendistato (2023), fino alla qualità del cibo italiano (2024).

Toso: “Nel Presepe si ritrovano i valori della comunità”

Il vescovo Toso ha apprezzato il dono e ribadito come nel Presepe si ritrovino tutti i valori della comunità e di un impegno condiviso per un futuro più umano e più sicuro.