È sera. Dalla parrocchia arriva una telefonata: «abbiamo un ospite in transito». Un pellegrino. Arriva dalla Francia ed è diretto a Gerusalemme. Corro a incontrarlo. 21 anni, Micha è un ex studente di storia. Per qualche anno ha cercato di capirne di più sulle crociate. Poi in lui è maturato il desiderio di raggiungere la Terra Santa, ma senza alcun intento bellicoso. Partito il 13 settembre scorso, zaino in spalla, dopo la messa del mattino e con la benedizione di un sacerdote. «Sono passato da Roma, e ora desidero arrivare a Gerusalemme confidando in Dio per capire cosa fare nella mia vita» racconta. Micha è il piccolo di quattro fratelli che vivono a Saint Raphael, città turistica di circa 30mila abitanti in Costa Azzurra, con una madre che ha radici franco italiane. Il padre, morto undici anni fa, aveva origini serbe. Zaino in spalla, con l’essenziale di effetti personali, materasso gonfiabile e tenda, cellulare, punta ad arrivare la prossima estate.
L’intervista al pellegrino francese Micha
Micha, hai studiato storia?
Due anni. Mi piaceva la geo politica. Mi hanno colpito tanto le crociate, a partire dalla crociata dei poveri del 1095.
E vuoi capire da Dio cosa fare nella vita?
Si, voglio domandare a Dio che mi aiuti a capire che strada prendere.
Sei cristiano?
Credo, ma non vado in chiesa tutte le domeniche. Studiando, attraverso la storia, ho colto che la Francia è come la figlia maggiore della Chiesa. Frequento chiese tradizionaliste, perché trovo che la liturgia in latino sia comprensibile ovunque.
Anche in Francia i credenti sono in calo?
È in atto il ritorno della fede: quest’estate tanta gente ha partecipato al pellegrinaggio da Parigi a Chartres. Erano tanti i giovani.
In Francia i giovani stanno tornando nelle chiese.
I tuoi fratelli, tua madre, che ti hanno detto?
Mia madre si è mostrata un po’ inquieta. Mio fratello e le due sorelle, sapendo che lo faccio per il Signore, erano contenti.
Hai una ragazza?
Ora no. Sono libero e pronto all’ascolto.
E gli amici?
Qualcuno si è detto contento. Erano tre anni che parlavo di questo viaggio, finalmente sono partito.
Com’è l’accoglienza lungo il cammino?
Nelle zone turistiche e nelle grandi città trovo indifferenza. Ti considerano un turista e basta. In quelle piccole la gente si mostra interessata, mi accoglie, mi invita a tavola. I momenti di condivisione sono meravigliosi ed è grazie a questi incontri che Dio mette sul mio cammino che confido di raccogliere elementi di risposta a cosa potrò fare nella vita.
Ripartendo da Russi, Micha punta a nord, ricalcando il percorso che il faentino Giandomenico Sacchini, “Giando”, fece nel 1999, puntando alla Terra Santa. Dopo Trieste, però, il giovane francese andrà verso Belgrado. Raggiunta la Turchia, ad Antalia si imbarcherà per raggiungere Israele via mare, facendo tappa anche a Cipro. Se Giando era passato dalla ex Jugoslavia con le rovine della guerra ancora fumanti, Micha ha deciso da saltare Libano e Siria con le loro tensioni, mentre in Israele sembra reggere una fragile tregua.
Giulio Donati














