Tra le realtà protagoniste della scena politica faentina c’è sicuramente “Progetto Civico Faentino”, formazione nata nel 2023 dalla fusione delle liste civiche “Per Faenza” ed “Insieme per Cambiare”, quest’ultima capace di esprimere diversi amministratori, tra cui l’ex sindaco Giovanni Malpezzi. Con Massimiliano Penazzi, consigliere di Progetto Civico Faentino e vice presidente del Consiglio Comunale, facciamo il punto in vista delle elezioni amministrative del 2026.

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Massimiliano Penazzi, con il capogruppo di Progetto Civico Faentino Mattia Savini

L’intervista a Massimiliano Penazzi, vice presidente del Consiglio Comunale

Penazzi, innanzitutto un bilancio di questi cinque anni vissuti tra le fila dell’opposizione.

Sono stati cinque anni difficili, segnati drammaticamente dalla pandemia e soprattutto dalle alluvioni che hanno colpito il nostro territorio. Non è stato facile fare opposizione ma noi abbiamo sempre votato, senza pensare se una proposta arrivasse dalla maggioranza oppure dal centrodestra ma soltanto al beneficio che poteva portare alla città.

Non siamo vincolati a logiche partitiche e proprio per questo rappresentiamo un approdo per tutte le persone che non si riconoscono più nei partiti e decidono di non andare a votare. Siamo quindi soddisfatti del nostro operato, in questo mandato. Abbiamo sempre pungolato la maggioranza e crediamo di essere stati da stimolo, per prendere le decisioni migliori per Faenza e i suoi cittadini.

Siete stati però accusati di ambiguità e giravolte politiche. Come risponde a queste accuse?

Il nostro è un progetto civico ed autonomo, non abbiamo direttive politiche alle quali sottostare. Abbiamo sempre lavorato con coerenza, mantenendo la nostra identità e mettendo al centro l’interesse della comunità.

La politica e i partiti, che ci rivolgono queste accuse, hanno molto deluso, soprattutto nella gestione dei rimborsi e della ricostruzione post alluvione.

Regione e Governo hanno fatto assolutamente troppo poco, speriamo che con questo nuovo corso che vede de Pascale alla presidenza dell’Emilia-Romagna e Curcio come commissario sia possibile invertire la rotta.

Alle elezioni del 2026, vi presenterete con un vostro candidato sindaco?

Abbiamo valutato quest’eventualità perché ci sarebbe piaciuto esprimere un candidato sindaco giovane e competente ma bisogna anche essere obiettivi. Correre da soli alle prossime amministrative sarebbe un impegno davvero gravoso e non avremmo grandi margini di vittoria.

Già ora, con tre consiglieri, non è sempre facile essere incisivi e se vogliamo continuare ad essere un pungolo, sulla scena politica faentina, non possiamo ridurre la nostra presenza.

Guardando al centrodestra, l’unico nome certo è quello di Padovani. Ci sono stati dei contatti?

Io credo che, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, le strategie siano ancora in fase embrionale. Non ci sono comunque stati contatti diretti con Gabriele Padovani e credo, quantomeno a livello personale, che non ci saranno nemmeno in futuro.

In caso di primarie nel centrodestra, parteciperete?

Sinceramente, credo sarà una campagna elettorale complessa per il centrodestra. Non penso si terranno le primarie e comunque non siamo, come formazione, interessati a partecipare.

La nostra collocazione nel centrodestra non è scontata e voglio ricordare che furono i principali partiti di opposizione, cinque anni fa, a decidere di sostenere Paolo Cavina, nostro candidato civico.

Nel centrosinistra si va verso un Isola bis. E’ possibile che Progetto Civico Faentino entri a far parte del “campo largo”?

Isola deve ancora sciogliere le riserve ed accettare la candidatura (ndr nel momento in cui scriviamo) e dunque non ci sono stati contatti, attualmente, nemmeno con il centrosinistra.

Sicuramente l’apertura nei nostri confronti che arriva da altre forze politiche è un attestato di stima, vuol dire che abbiamo fatto un’opposizione responsabile e che per avvallare progetti significativi per il territorio o sostenere cause importanti, come si è visto in merito all’ordine del giorno sulla Palestina, si può sempre contare su Progetto Civico Faentino.

In questo momento stiamo alla finestra, cercando di capire cosa sia meglio fare per il bene della nostra città. Ciò che è certo è che c’è piena fiducia nelle decisioni che prenderà il nostro capogruppo Mattia Savini, un giovane capace e che è maturato molto politicamente.

Inoltre, se anche entrassimo a far parte di un’eventuale maggioranza diremo sempre la nostra, senza snaturarci e cercando di fare il meglio per la città.

Ad urne chiuse, quali saranno le priorità per Faenza?

La prima priorità non può che essere la gestione del post-alluvione ovvero messa in sicurezza del territorio ed erogazione dei rimborsi. E’ necessario accelerare sui progetti per ridurre il rischio idrogeologico e riuscire a garantire i ristori ai cittadini colpiti.

Credo poi sia fondamentale puntare sul turismo, cercando di rendere il nostro territorio sempre più attrattivo nei confronti di visitatori italiani ed internazionali.

E’ necessario poi sostenere l’imprenditoria locale e far in modo che Faenza risulti attrattiva per nuove imprese, grazie ad una burocrazia più snella e a provvedimenti ad hoc per aiutare il tessuto produttivo a crescere. Infine ci vuole sicuramente un’attenzione crescente nei confronti dei servizi sociali, che vanno messi al centro nella progettazione della Faenza del futuro e servono iniziative per rendere sempre più protagonisti i giovani.

Samuele Bondi