Prosegue il nostro approfondimento in vista delle prossime elezioni amministrative faentine, in programma nella primavera del 2026.
Tra le sorprese della tornata elettorale di cinque anni fa ci fu sicuramente Faenza Cresce, lista civica moderata ed europeista, capace di prendere oltre il 7% dei voti, esprimendo anche un assessore all’interno della Giunta Isola, Davide Agresti, con deleghe a Welfare, Europa e Smart City. Con Luca Cavallari, presidente di Faenza Cresce, facciamo il punto, dopo l’ufficialità, arrivata nei giorni scorsi, della ricandidatura di Massimo Isola.
L’intervista a Luca Cavallari, presidente di Faenza Cresce
Cavallari, Faenza Cresce sarà della partita anche nel 2026?
Sì, la lista è ancora molto attiva, forte del lavoro svolto in questo primo mandato.
Dopo essere risultati, nel 2020, la seconda forza politica nel centrosinistra ci siamo candidati anche alle scorse elezioni regionali, all’interno di “Civici per de Pascale” e con Pierluigi Zanotti abbiamo raggiunto, a Faenza, un altro risultato molto lusinghiero.
Crediamo dunque di poterci presentare nuovamente ai cittadini, forti dei nostri valori e del percorso che abbiamo svolto in questi cinque anni.
Appoggerete dunque ancora Isola?
Sì, siamo pronti a sostenere con convinzione Massimo Isola, sulla base di una valutazione positiva del lavoro svolto dalla Giunta, nonostante siano stati anni sicuramente complicati.
C’è già stato, nei giorni scorsi, un confronto con il sindaco, dal quale è emerso che i temi più cari a Faenza Cresce saranno centrali nella definizione del programma e dunque siamo soddisfatti.
Avete mai valutato, insieme ad altre forze politiche, di costituire un polo centrista?
Con altri civici che siedono in Consiglio Comunale ci sono stati sicuramente dei confronti ma avendo alle spalle un’esperienza positiva, vogliamo proseguire nel solco del lavoro svolto, insieme ai nostri alleati.
Quali sono i provvedimenti che vi hanno reso più orgogliosi?
Dopo la terza alluvione, del settembre 2024, siamo sicuramente stati tra le forze politiche che hanno spinto molto affinché si arrivasse a quella cosiddetta “disobbedienza civile”, che ha poi permesso di realizzare l’area di resistenza in via Cimatti e dare un segno di vicinanza ai cittadini colpiti, in un momento drammatico per tutta la città. Non saremmo stati più credibili se avessimo aspettato ancora i tempi dello Stato, rimanendo fermi.
Un’altra misura su cui Faenza Cresce ha inciso è sicuramente il dimezzamento della retta per il servizio di mensa scolastica, per i nuclei familiari che hanno due o più figli. Sui temi relativi alla denatalità qualsiasi Comune non può mettere in campo i necessari interventi strutturali ma questa misura consente almeno un risparmio di quasi mille euro all’anno, per tante famiglie.
Sicuramente tutto ciò che riguarda scuola, famiglie e welfare ci sta molto a cuore e ci ha visto sempre impegnati in prima linea, con l’assessore Agresti.
C’è invece qualche ambito in cui si poteva fare di più?
Io credo che Faenza, soprattutto in determinate fasce orarie, presenti una viabilità decisamente congestionata e da migliorare, attraverso progetti come la Circonvallazione Nord o il nuovo scalo merci di via Deruta.
Siamo stati frenati dalle alluvioni e da una burocrazia eccessiva ma, se i cittadini ci riconfermeranno, nei prossimi cinque anni dovremmo progettare la realizzazione di opere infrastrutturali, attese da troppo tempo e fondamentali per una città più moderna e vivibile.
Viste le tante e diverse sensibilità del “campo largo”, avete mai pensato di uscire dalla maggioranza?
Sulle singole proposte le forze politiche possono avere visioni diverse, altrimenti faremmo tutti parte di un unico partito però non è mai stata in dubbio la nostra presenza all’interno della coalizione. Abbiamo sempre lavorato per trovare una sintesi con i nostri alleati e proseguire questo cammino insieme.
Ad urne chiuse, quali saranno le priorità per Faenza?
Come detto, sarà necessario stringere per realizzare la Circonvallazione Nord. Poi bisognerà potenziare i servizi dedicati alle famiglie perché “l’inverno demografico” che stiamo vivendo è davvero una sfida urgente e significativa.
Fondamentale sarà anche sostenere l’imprenditoria locale, creando un tessuto imprenditoriale solido, grazie a progetti per favorire la digitalizzazione e ridurre la burocrazia, consentendo così a tanti giovani di rimanere a Faenza e non dover emigrare, in cerca di un’occupazione.
Infine, un altro tema forte per noi di Faenza Cresce è sicuramente favorire un ulteriore sviluppo del polo universitario faentino, in modo che possa diventare un centro culturale per tutta la Romagna.
Samuele Bondi














