Era il 1890 l’anno della prima inaugurazione della Chiesa Santa Maria Ausiliatrice ad opera dell’ingegner Pietro Rossini. Oggi, in una storia che continua da oltre 135 anni, vengono avviati nuovi lavori di restauro della struttura e dell’ex-teatro adiacente, gli ultimi rimasti del Complesso ex-Salesiani, per restituire un bene della città alla città stessa e concludere l’opera di riqualificazione dell’area avviata nel 2013. Gli interventi, promossi da Faventia Sales, sono progettati e diretti dallo Studio Lelli Bandini Luccaroni Architettura, con un approccio fortemente orientato alla tutela storica e alla rifunzionalizzazione contemporanea.

Il recupero conservativo e la nuova funzione pubblica.

La rigenerazione del complesso Ex-Salesiani rappresenta un modello di riqualificazione urbana già premiato a livello regionale. Gli attuali lavori riguardano un cantiere per la ristrutturazione degli ultimi due fabbricati, la chiesa e l’ex-teatro.

Per la Chiesa è previsto un intervento di restauro scientifico e consolidamento strutturale della copertura. Tutti interventi non visibili e non invasivi, mentre all’interno sono previsti adeguamenti degli impianti per permetterne l’uso. La chiesa è consacrata e manterrà tale destinazione, ma sarà anche luogo per ospitare concerti, fra cui quelli della vicina Scuola di musica Sarti, lezioni e convegni universitari.

La parte più importante dell’intervento di rigenerazione riguarderà l’ex teatro che sarà ripulito da una serie di superfetazioni e dovrà contenere al piano terra ambienti dedicati alla formazione, e al piano superiore alcuni uffici, in un’ottica di riuso funzionale e flessibile nel tempo. Un elemento centrale del progetto è la valorizzazione dei percorsi coperti e sopraelevati, caratteristici del complesso Ex-Salesiani fin dalla fine dell’Ottocento.

Il nuovo intervento sull’ex-teatro prevede infatti la realizzazione di un portico-ballatoio leggero in struttura metallica, in continuità funzionale e visiva con le logge storiche, capace di collegare il teatro alla palestra e al resto del complesso.

Cavallari (pres. Faventia Sales): “Con l’avvio di questi lavori, restituiamo alla città un complesso che ogni anno accoglie oltre 10.000 cittadini”

Il commento di Luca Cavallari, presidente di Faventia Sales: “Il complesso Ex-Salesiani affonda le proprie radici in una storia urbana stratificata, che va dal tessuto rinascimentale faentino fino allo sviluppo educativo e sociale promosso dai Salesiani, per giungere alle attività formative universitarie e associative che oggi ospitiamo.

Collegare storie diverse, creare sinergie e visioni della città convergenti è proprio del mandato identitario di Faventia Sales, che stiamo realizzando grazie alle molteplici iniziative che organizziamo e ospitiamo. Con l’avvio degli ultimi lavori sulla Chiesa e sull’ex Teatro concludiamo una fase fondamentale di questo processo, restituendo alla città due edifici di grande valore storico e simbolico, pronti a tornare ad essere luoghi vivi, sicuri e funzionali, nel rispetto della loro identità originaria.

Un impegno reso tale dall’investimento di 2 milioni di euro per i lavori, per un totale su tutto il complesso di oltre 12 milioni. Ma la ristrutturazione fine sé stessa è solo una parte del lavoro, l’altra metà è riempirla con un’offerta di valore alla cittadinanza: Università, sport, eventi come il Post Talk, Faenza Orienta, l’Urban Fair Festival, Lom a Merz, …queste sono solo alcune delle oltre 25 iniziative organizzate solo in questo anno, e che hanno coinvolto oltre 10,000 cittadini e non in questo luogo.

Un ringraziamento particolare ai nostri soci Comune di Faenza, Diocesi di Faenza-Modigliana, Fondazione del Monte, Crédit Agricole e al Consiglio di amministrazione per il grande lavoro svolto.”

Isola (sindaco di Faenza): “Non solo riqualificazione estetica, ma una rigenerazione completa di questi luoghi”

“Con questa azione -spiega il sindaco Massimo Isola– si conclude un percorso avviato tanti anni fa, una vera e propria scommessa: rigenerare uno spazio importantissimo e strategico della città. Il nostro obiettivo non era limitato alla riqualificazione estetica, ma mirava a una rigenerazione completa. Abbiamo reso quel luogo accessibile, donando a questa riqualificazione una ‘nuova vita’ e arricchendola con nuovi contenuti urbani.

L’area dei Salesiani è oggi strategica dal punto di vista urbanistico; al suo interno è stato creato un ecosistema educativo in un contesto storico che oggi assume nuova contemporaneità. Questo ci consente di rafforzare il nostro centro storico e di offrire a centinaia di ragazzi, ragazze e cittadini uno spazio urbano estremamente funzionale e ricco di significato. Originariamente concepito come luogo in cui si mettevano in pratica dei valori, con questa rigenerazione siamo riusciti a rendere attuali i valori originari. Sono convinto che quest’ultimo tassello ci aiuterà ad affrontare nuove sfide. Intanto si conclude un importante lavoro, ma allo stesso tempo non si esaurisce un progetto che avrà bisogno ogni giorno di nuove energie per fare in modo che questi spazi siano vivi, utilizzati e migliorino l’offerta di opportunità per la nostra comunità”.

mons. Toso (vescovo diocesi Faenza-Modigliana): “Un luogo importante per le nuove generazioni”

Mons. Mario Toso, vescovo della diocesi Faenza-Modigliana, ha sottolineato l’importanza della riqualificazione con finalità aggregative e formative. “Così la città di Faenza completa un progetto edilizio e culturale di particolare significato di cui potranno avvantaggiarsene le nuove generazioni – evidenzia monsignor Toso -. Queste attendono un apporto nell’attuale contesto di sviluppo del digitale che sia in linea con la tradizione pedagogica e umanista che fu anche del carisma salesiano”.