Non una serata “sui” giovani, ma con i giovani. È questo lo spirito che ha animato l’incontro promosso lo scorso 30 novembre a Brisighella dall’Unione della Romagna Faentina, rivolto ai ragazzi e alle ragazze tra i 16 e i 35 anni, per raccogliere bisogni, desideri e idee concrete da trasformare — nei prossimi mesi — in eventi per l’estate 2026. Il progetto, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, punta infatti a sostenere economicamente proposte che nascano direttamente dal confronto tra i giovani del territorio. Una scommessa sull’ascolto e sulla partecipazione attiva, che nella serata brisighellese ha già dato i primi frutti.
A raccontarlo è Susanna Rondinini, una delle giovani organizzatrici dell’incontro, che insieme ad altri coetanei sta “tenendo le fila” del percorso: «Abbiamo voluto creare un momento conviviale – spiega – ma anche di confronto vero, in cui i giovani potessero sentirsi liberi di dire cosa vorrebbero per Brisighella. Non solo idee nuove, ma anche spunti per rinnovare ciò che già esiste». Circa una ventina di partecipanti, provenienti da esperienze e associazioni diverse, si sono divisi in piccoli tavoli di lavoro, guidati da formatori, per confrontarsi su una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: “Che tipo di eventi vorrei nella mia Brisighella?” «È stato bello vedere insieme ragazzi dai 16 ai 35 anni — spiega — con punti di vista diversi, legati anche alle età e alle esperienze. Questo ci ha aiutato a capire cosa cercano le varie fasce giovanili».
Dal confronto con i giovani saranno realizzati degli eventi nell’estate 2026 finanziati con 10mila euro

Dal confronto sono emerse alcune proposte innovative, ma soprattutto una visione comune: eventi che valorizzino il territorio, la natura e il borgo, creando occasioni di incontro e scoperta. Tra le idee più suggestive: un festival itinerante tra natura e centro storico, con tappe musicali, band dal vivo, momenti di intrattenimento e spazi per sostare; e una sorta di “cena itinerante”, sul modello di quella faentina e modiglianese, che attraversi Brisighella, aprendo scorci inediti, palazzi storici e luoghi solitamente non accessibili, per far conoscere il paese anche attraverso il cibo e la convivialità. Accanto a queste proposte, anche idee più semplici ma sentite: tornei sportivi, cineforum, momenti di aggregazione diffusi.
Un dato interessante emerso dai tavoli riguarda il desiderio di rinnovare eventi già esistenti, piuttosto che crearne sempre di nuovi. «È stato significativo — racconta Rondinini — vedere come molti giovani abbiano parlato di manifestazioni storiche, come Brisighella Vintage o le Sagre d’autunno, immaginandole con linguaggi più vicini a loro, ad esempio con dj set o nuovi format». Un segnale di affetto verso le tradizioni, ma anche di voglia di renderle più inclusive e attuali. Più ancora delle singole idee, la serata ha avuto un valore simbolico forte. «È stato un momento in cui i giovani si sono sentiti ascoltati — sottolinea l’organizzatrice — un luogo dove poter dare voce ai propri pensieri, senza giudizio». «Penso che le idee proposte siano molto belle e numerose – commenta Joris, uno dei giovani partecipanti all’evento –. L’idea che più mi ha colpito è quella di rendere uno spazio di Brisighella un punto di riferimento per i giovani con feste regolari. L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso però è il tempo che ci vorrà per raggiungerle».
I prossimi passi
Al termine dell’incontro è stato messo a disposizione un QR code per permettere a chi lo desidera di lasciare un contatto e continuare a far parte del percorso organizzativo ed essere coinvolti direttamente nella progettazione degli eventi selezionati. Il lavoro non si ferma qui. A dicembre è previsto un nuovo incontro per valutare la fattibilità concreta delle proposte emerse; a gennaio i giovani verranno ricontattati per iniziare a costruire gli eventi dal punto di vista operativo.
Il progetto potrà contare su un budget di circa 10mila euro e sulla collaborazione con Officina Immaginata, realtà che affiancherà il gruppo nella gestione e nell’organizzazione. Un percorso ancora agli inizi, ma che già racconta qualcosa di prezioso: quando ai giovani viene dato spazio reale, non solo partecipano, ma immaginano, propongono e si mettono in gioco per il futuro del loro territorio.














