Dal 2019 l’orto sociale di Terra Condivisa, promosso da Farsi Prossimo, è molto più di un luogo di produzione agricola. È uno spazio dove terra, lavoro e relazioni diventano strumenti di crescita per persone in situazioni di fragilità socio-economica, richiedenti asilo, persone con lievi disabilità o seguite dai servizi sociali. In via Rio Biscia, sulle colline di Castel Raniero, ortolani esperti affiancano i partecipanti in un percorso che unisce teoria e pratica, recupero delle tradizioni contadine e formazione professionale. «Grazie a una formazione retribuita – racconta Chiara Resta, referente del progetto – qui si impara il mestiere dell’agricoltore, ma anche a stare con gli altri, a rimettersi in gioco e a confrontarsi». L’orto si estende su circa mille ettari complessivi tra coltivazioni a cielo aperto e due serre dedicate alle fragole, uno dei punti di forza del progetto. «Il risultato del nostro lavoro – spiega Resta – sono verdure stagionali freschissime e a km 0.
Filiera corta e valore sociale
Chi sceglie Terra Condivisa fa una spesa consapevole, ecologica e solidale. Si acquista un prodotto sano, ma anche un valore sociale». La filiera corta è garantita anche attraverso collaborazioni con agricoltori della zona. Negli anni il progetto ha accolto numerosi tirocinanti, inizialmente sostenuti da fondi dell’8xmille. Oggi arrivano persone inviate dal programma Gol 4 (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) tramite il centro per l’impiego di Faenza, oppure inserite in percorsi di lavori di pubblica utilità in convenzione con il tribunale di Ravenna. I tirocini Gol 4 durano fino a sei mesi, quelli di inclusione sociale possono arrivare a due anni. Gli ortaggi freschi sono venduti tramite cassette settimanali su ordinazione e disponibili ogni venerdì nel magazzino di via Manzoni 11, sul retro della chiesa di San Domenico, oppure consegnate a domicilio. Tre volte a settimana Terra Condivisa è presente con banchetti mobili: il martedì in viale Marconi, il giovedì a Granarolo e il sabato in piazzetta Ferniani. Nel periodo invernale i banchetti della domenica si spostano nelle parrocchie, grazie alla collaborazione dei gruppi giovani: a Sant’Antonino la prima domenica del mese e ai Cappuccini la terza. Le eccedenze della produzione vanno alle mense Caritas o ai pacchi alimentari del Centro di ascolto. Parte degli ortaggi diventa materia prima per i trasformati: passate, sughi pronti, confetture e composte. «Mettiamo noi quasi tutti gli ingredienti – sottolinea Resta – e lavoriamo in conto terzi. Sono prodotti genuini, biologici e a km 0, con la qualità che solo una lavorazione artigianale può garantire». Nel periodo natalizio, accanto ai prodotti sfusi, Terra Condivisa propone le box solidali, disponibili su ordinazione. «Sono regali che fanno bene a chi li riceve e a noi – commenta Resta – perché contribuiscono a portare avanti l’inclusione lavorativa». Le box si possono prenotare telefonicamente (371-3572099), trovare nei banchetti del fine settimana, al negozio Dress Again o domenica 21 alla parrocchia dei Cappuccini. Su richiesta è possibile realizzare anche ceste condivise in collaborazione con Dress Again. Il motto di Terra Condivisa — terra, lavoro, persone — descrive l’identità del progetto. «Il nostro obiettivo – conclude Resta – è prenderci cura delle persone, del territorio e del futuro di chi chiede una possibilità. A Natale, scegliere i nostri prodotti significa anche questo».
Barbara Fichera


















