Una decisione attesa da tempo permetterà ai Comuni colpiti dal sisma del 18 settembre di due anni fa di avviare un percorso strutturato verso la ricostruzione, con risorse certe e tempi definiti.

Il sisma del 2023 e i danni nei Comuni dell’Appennino. A Tredozio 65 edifici inagibili

Erano le 5.10 del 18 settembre di due anni fa quando un sisma di magnitudo 4.8 svegliò bruscamente i residenti dell’Appennino tosco-romagnolo. Tra i territori più colpiti nel forlivese vi fu il Comune di Tredozio, il più vicino all’epicentro di Marradi: ben 65 edifici pubblici e privati vennero dichiarati inagibili dai Vigili del Fuoco, tra cui municipio, scuola, chiesa, palazzo delle poste e biblioteca, oltre all’ala più antica della casa di riposo.

Danni, seppur più contenuti, si registrarono anche nei Comuni di Rocca San Casciano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Modigliana, Dovadola, Predappio e Bocconi, frazione di Portico e San Benedetto. A questi si aggiunge Brisighella, inserita nel provvedimento nazionale.

L’annuncio dell’onorevole Tassinari: al via la fase concreta della ricostruzione

Una notizia accolta con sollievo ha raggiunto ieri questi territori per voce della parlamentare Rosaria Tassinari, già sindaca di Rocca San Casciano.

La deputata ha dichiarato:
«Oggi posso finalmente dirlo con orgoglio: i nostri Comuni colpiti dal terremoto di due anni fa potranno attingere al fondo nazionale per la ricostruzione da 2,8 miliardi di euro» – ha affermato l’onorevole, coordinatrice regionale dell’Emilia-Romagna per Forza Italia.
«Con la pubblicazione definitiva del provvedimento che dichiara lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale per i territori colpiti dall’alluvione del 2023, si apre quindi la fase concreta della ripartenza. Dopo mesi di lavoro e confronto, il Governo mantiene la parola data e mette a disposizione strumenti reali per programmare e realizzare la rinascita dei nostri paesi».

Il provvedimento è stato adottato su proposta del ministro per la Protezione Civile e riguarda sette Comuni, compresi quelli del forlivese e Brisighella nel Ravennate. Lo stato di ricostruzione avrà durata triennale.

Un fondo strutturato: progettazione nel 2026 e risorse operative dal 2027

Nella Legge di Bilancio è stato istituito un fondo da 2,8 miliardi di euro destinato a tutte le ricostruzioni sul territorio nazionale. Il 2026 sarà l’anno dedicato alla progettazione degli interventi, un passaggio decisivo per programmare con precisione l’apertura dei cantieri.

Dal 2027, le risorse diventeranno pienamente operative, garantendo un sostegno concreto alla ricostruzione nel medio-lungo periodo.

«Ho seguito da vicino tutto l’iter di questo provvedimento e desidero ringraziare il Governo e il Vicepremier Antonio Tajani per l’impegno e la sensibilità dimostrati ancora una volta verso il nostro territorio» – ha concluso la deputata Rosaria Tassinari.

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Al via intanto la messa in sicurezza di Palazzo Ghetti a Tredozio

Lunedì 10 novembre sono intanto iniziati i lavori per il completamento della messa in sicurezza di Palazzo Ghetti, posto all’angolo di Largo Ghetti / via XX Settembre, a Tredozio.

Dopo il puntellamento esterno eseguito nei mesi scorsi, i lavori eseguiti hanno riguardato: 

– il puntellamento dei solai interni;

– la rimozione delle macerie determinate dal crollo parziale del tetto;

– la sostituzione di due travi del tetto; 

– ⁠il rifacimento del manto di copertura.

Con questo intervento l’edificio potrà essere dichiarato sicuro e sarà scongiurato il possibile collasso della struttura.

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