Bollette e avvisi di pagamento che arrivano dopo la scadenza. Giornali consegnati tre o quattro settimane dopo l’uscita. È l’effetto della riorganizzazione delle Poste che ha accorpato le zone di consegna a livello nazionale e quindi anche in provincia, aumentando chilometraggi e consegne per ogni postino che, inevitabilmente, si ripercuotono sui cittadini.
Le testimonianze dei nostri lettori: “Ritardi e mancate consegne”
«Sono abbonato a Il Piccolo da sempre – racconta un nostro affezionato lettore -. Capita spesso che il giornale venga consegnato in ritardo o affatto». F.B. abita in pieno centro. «Sono riuscito anche a parlare con la postina che ha tentato di convincermi del fatto che a lei il giornale non sia stato consegnato. Ad un mio amico, che abita in periferia è capitato spesso di ricevere il giornale con una, due settimane di ritardo». A Faenza pare che le bollette arrivino più o meno in tempo utile per pagarle senza incorrere in sanzioni. «C’è però la posta di serie b – racconta un’altra nostra lettrice -. I giornali arrivano regolarmente in ritardo». Il Piccolo viene consegnato ogni mercoledì mattina alle Poste di Bologna (su richiesta dell’azienda, con aggravio di costi) e dovrebbe arrivare il giovedì, ma «in genere arriva tra il lunedì e il martedì della settimana successiva. A volte tarda addirittura di una settimana» racconta un altro nostro abbonato.
Disagi anche a Russi
In via Modigliani o in via Cacciaguerra, a Russi, due abbonati a Il Piccolo lamentano di aver ricevuto, più volte, anche tre numeri diversi in una sola consegna.
Monno (Slc-Cgil): “Riorganizzazione becera e traumatica”
«La questione è complessa – spiega Saverio Monno della Slc Cgil -. Il problema risiede nell’organizzazione del lavoro e nella riorganizzazione, becera e traumatica, effettuata a partire da un paio di accordi, tuttora in vigore, sottoscritti da azienda e sigle sindacali come Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal e Ugl. Documenti che Cgil e Uil non hanno firmato». In pratica, l’attività dei recapiti si fonda sull’idea di un territorio suddiviso in tante zone: ogni portalettere, o corriere, commerciale, business, lavora su una zona specifica consegnando diverse tipologie di prodotti. «Con questi accordi, invece di aumentare il numero delle zone, rendendole più piccole e quindi più capillari, lo si è ridotto. Di fatto, i titolari delle zone si sono trovati con territori molto più ampi da coprire e più posta, o altri prodotti, da consegnare». Le aree da coprire per ogni postino sarebbero praticamente «triplicate in estensione». Con conseguenze pratiche negative per i cittadini. «Un tempo la posta veniva consegnata ogni giorno, ora a giorni alterni. All’interno di una stessa via ci sono civici che ricevono la posta oggi, altri domani, ma sulla carta. A volte l’intervallo tra le consegne è più lungo». Come è successo ai nostri lettori. «Poste Italiane, che vive di appalti (ad esempio per l’Agenzia delle Entrate), se recapita tardi un atto fiscale o una bolletta, fa il bene o il male del Paese? Pur essendo un’azienda privata a capitale pubblico, Poste sembra disinteressarsi ai diritti dei cittadini». A ciò si aggiunge una riduzione del personale dovuta ai pensionamenti, ma non solo. «C’è chi chiede di essere trasferito più vicino alla località di origine e c’è chi chiede di passare agli sportelli. Negli ultimi dieci anni il personale di Poste Italiane si è pressoché dimezzato, anche in provincia. Per far fronte alle continue emergenze e carenze, si ricorre a contratti trimestrali: una precarizzazione permanente». Anche se negli ultimi mesi, un po’ si è messa mano all’emorragia di personale anche con stabilizzazioni. «Siamo in una fase di riorganizzazione del recapito», conferma con toni più pacati Duilio Granitto Slp Cisl. «Una fase di assestamento. Come tutte le riorganizzazioni anche questa ha bisogno di un periodo di messa a punto», precisa, fiducioso che la questione si potrà «risolvere nelle prossime settimane». Il fenomeno dei ritardi dei recapiti è arrivato anche alle orecchie di Federconsumatori. «Sappiamo di disagi in alcune zone», rende noto il presidente Alberto Mazzoni. «Abbiamo iniziato a studiare il fenomeno e vogliamo capirne l’entità».
La replica di Poste Italiane: «In atto azioni correttive»
Non possiamo dire che questa volta il recapito non sia stato veloce e puntuale. «Con riferimento alla sua segnalazione relativa al recapito della copie del vostro giornale, diretta agli indirizzi indicati, la informiamo che a seguito delle nostre verifiche con la struttura di recapito competente è emerso che si sono verificati alcuni temporanei rallentamenti nella consegna della corrispondenza. Tuttavia, sono state tempestivamente intraprese tutte le opportune azioni correttive per la risoluzione delle criticità segnalate e in
particolare si è provveduto a sensibilizzare il personale a porre la massima attenzione nell’espletamento del servizio». Questa è la comunicazione ricevuta da Il Piccolo da parte di Poste italiane, a seguito delle segnalazioni dei nostri abbonati.
Già da diversi mesi la nostra redazione ha attivato una serie di reclami e azioni di informazione puntuale dei disservizi di Poste.














