Venerdì 7 novembre Gabriele Padovani, candidato sindaco di Area Liberale, ha presentato il suo programma elettorale. Al suo fianco, a sorpresa, oltre ad Andrea Liverani, si è schierata anche la consigliera comunale Cristina Alpi, che ha formalizzato l’uscita dal gruppo della Lega per sostenere la candidatura di Padovani.

“Presentato un programma in 19 punti, concreto e realizzabile. Al lavoro per costruire le liste civiche”

“Abbiamo presentato un programma, che rimane comunque aperto ad aggiornamenti, composto da 19 punti, corposo ma concreto e realizzabile, ha dichiarato Padovani. Ora siamo al lavoro per costruire quattro liste civiche, grazie anche all’appoggio di Liverani e Alpi. Tre sono già in via di definizione e puntiamo dunque a coinvolgere 80 faentini, attratti dal nostro progetto politico.”

Gabriele Padovani
Gabriele Padovani

L’intervista a Gabriele Padovani, candidato sindaco di Area Liberale

Padovani, cosa l’ha spinta a candidarsi nuovamente a sindaco?

Ho sempre avuto una passione molto forte per la politica che non si è spenta dopo la sconfitta del 2015 e nemmeno quando, nel 2020, il centrodestra fece altre scelte per il candidato sindaco.

In questi cinque anni ho fatto un percorso importante, che mi ha portato ad uscire dalla Lega per fondare “Area Liberale”, un nuovo soggetto che ha però già ottenuto risultati importanti in Bassa Romagna. Non ho mai abbandonato il territorio e ora voglio nuovamente mettermi in gioco, in prima persona, per la mia città.

Si può scrivere un finale diverso rispetto a dieci anni fa, quando sfiorò la vittoria al ballottaggio?

Io credo fortemente di poter diventare sindaco perché nel corso di questi dieci anni ritengo di essere maturato molto, politicamente. Sono convinto che il Padovani di oggi, nel 2015 non avrebbe perso.

Sorpreso dalla candidatura di Bertozzi?

Onestamente sì, soprattutto per il contesto in cui è stata annunciata ovvero durante la presentazione di un libro e senza esponenti faentini presenti. E’ una scelta legittima ma sicuramente sorprendente, una mossa a sorpresa anche per noi di Area Liberale.

Liverani ha lanciato l’idea delle primarie. Possono rappresentare la soluzione?

Io credo possano essere lo strumento adatto per il centrodestra. Da Fratelli d’Italia, con cui ci sono buoni rapporti di vicinato, è arrivata un’apertura così come da Alessio Grillini mentre, per il momento, la Lega tace.

Il mio auspicio è che si possano svolgere le primarie, anche allargate ad altri candidati oltre a me e Bertozzi ma ancora non c’è certezza. Intanto, per la prima volta, il centrodestra ha presentato un candidato sindaco prima del centrosinistra e questo ritengo sia un elemento positivo e che ha accelerato certe riflessioni e dinamiche.

Sul piatto abbiamo messo anche un programma concreto per la città perché in campagna elettorale è importante essere pragmatici e parlare anche di contenuti, di come si può rendere Faenza migliore e non soltanto di candidature.

Quindi, secondo lei, il centrodestra presenterà un unico candidato sindaco?

Io auspico ci possa essere un solo candidato ma questo deve avvenire senza forzature.

Dobbiamo proporci all’elettorato faentino come un gruppo coeso, che crede negli stessi valori e nel medesimo programma e non come un mero cartello elettorale. Se riusciamo ad aggregarci attorno ad un’unica figura benissimo altrimenti non ne farei comunque un dramma.

Ricordo che nel 2015 c’erano ben nove candidati sindaco e si arrivò al ballottaggio. A volte determinate alleanze possono nascere anche dopo il primo turno.

Si aspetta di correre contro Isola, sostenuto dal “campo largo”?

Assolutamente sì. Sono fermamente convinto che il candidato del centrosinistra sarà Massimo Isola mentre bisognerà vedere quale sarà l’esatta definizione di campo largo. Ad oggi, solo Pd e Movimento 5 Stelle hanno annunciato il proprio sostegno alla candidatura di Isola.

Si aspettava l’uscita dalla Lega di Liverani, per sostenere la sua candidatura?

Speravo di avere il suo appoggio, che ritengo fondamentale ma ci tengo a dire che non ho mai fatto ingerenze. Siamo amici di lunga data ed il nostro è un rapporto solido, che va ben oltre alla politica.

Padovani, Bertozzi, Liverani. Gli esponenti di spicco del centrodestra faentino sono fuori dai partiti. C’è un problema di governance sul nostro territorio?

Se persone che si spendono in prima persona, in provincia di Ravenna, escono dai principali partiti del centrodestra sicuramente qualcosa che dobbiamo cambiare c’è.

Io sono uscito dalla Lega, senza sbattere la porta, perché non ho mai creduto alla classica frase “il partito va cambiato da dentro.” Io credo che la governance provinciale invece vada pungolata da fuori.

Da quando ho lasciato la Lega ho interloquito in maniera molto più genuina con i principali partiti nazionali, cercando di far comprendere che, in questo territorio, per provare a vincere ed affermarsi, servono idee e metodi nuovi.

Se diventasse primo cittadino, quali sarebbero le priorità per Faenza?

La primissima priorità riguarda tutta la gestione del post-alluvione ovvero ricostruzione pubblica e privata, rimborsi e sicurezza idraulica, che vorrei affrontare con un assessorato ad hoc. Ritengo poi fondamentale chiudere i principali cantieri aperti in città, soprattutto quelli legati al Pnrr, senza fare troppi proclami sui giornali ed evitando di accumulare mesi di ritardo.

Credo siano maturi i tempi per superare, progressivamente, l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, con metodi più moderni e già sperimentati con successo in altri comuni, anche amministrati dal centrosinistra.

Infine, la quarta priorità è sicuramente legata alla sicurezza urbana: i cittadini devono sentirsi sicuri in città ed è dunque necessario motivare i nostri agenti di polizia locale, per cui non sono stati anni facili. Ritengo poi ci siano anche i margini per aumentare l’organico e liberare la Polizia Locale da alcuni adempimenti burocratici, permettendo così agli agenti di essere maggiormente presenti sul territorio. La prevenzione e il contrasto al degrado urbano si ottengono infatti soltanto con la presenza fisica delle forze dell’ordine.

Samuele Bondi