Venerdì 28 novembre alle 17 il Cinema Teatro Sarti, in via Scaletta 10, ospiterà un incontro dedicato ad Anna Tambini, storica dell’arte con “Faenza nel cuore” che per decenni ha raccontato e difeso il patrimonio cittadino con passione instancabile. L’appuntamento, promosso dagli “amici faentini” della società “Torricelliana” di Scienze e lettere e della Riunione cattolica “E. Torricelli” col patrocinio del Comune, riunirà colleghi, studiosi e realtà associative che con lei hanno condiviso progetti, ricerche e un profondo legame con la città. A introdurre il pomeriggio sarà Everardo Minardi, presidente della società “Torricelliana”, cui seguiranno una serie di interventi in ricordo di Tambini da parte di esponenti del mondo culturale faentino e di tante associazioni cittadine: Pietro Lenzini (Amici dell’Arte), Patrizia Capitanio (Pro Loco), Giorgio Gualdrini (società “Torricelliana”), Stefano Drei (Amici ex allievi Liceo Torricelli) e Rosalba Rafuzzi (Riunione Cattolica). Alle 19 l’incontro si concluderà con un buffet conviviale alla sede della Riunione cattolica “E. Torricelli” in via Castellani 25.

Chi era Anna Tambini

La scomparsa della prof.ssa Anna Tambini Strocchi ha lasciato un grande vuoto nell’ambito della storiografia artistica, non solo della città di Faenza, suo luogo di nascita, ma nel più allargato panorama romagnolo e nazionale. Studiosa attenta e ricercatrice meticolosa, ha svolto le sue indagini in vari ambiti della storia delle arti figurative, dalla pittura, suo territorio privilegiato, alla scultura ed alle arti decorative. Le espressioni artistiche del territorio faentino e della Romagna sono state tematiche di accurate investigazioni, non solo sul patrimonio artistico già noto, ma alla scoperta di tutta una sommersa e sconosciuta produzione, celata negli edifici di culto del territorio locale, ancora non oggetto di una specifica valutazione. Merito di Anna Tambini è di aver fatto vere scoperte, autentiche rivelazioni di opere minori, ma importanti documenti anche per riallacciare rapporti o derivazioni dall’ambito più ampio della storia dell’arte. Particolare il suo interesse per la pittura medievale con approfondite indagini sulle primitive testimonianze figurative del territorio faentino e forlivese, soprattutto sulla presenza fondamentale dei maestri riminesi del Trecento e della Scuola bolognese testimoniata dai frammentati ma preziosi affreschi presenti a Faenza e Bagnacavallo e dalle superstiti tavole due-trecentesche delle raccolte museali faentine. In particolare è da segnalare la sua minuziosa indagine sulla icona duecentesca della Immacolata Concezione, venerata in S. Francesco di Faenza, mai studiata nei suoi aspetti iconografici e stilistici, anche dopo aver sollecitato opportune operazioni tecnico-radiografiche. Anna Tambini ha mantenuto sempre con la sua città natale, pur risiedendo a Pisa, fruttuosi rapporti, ampliando i sui studi dal medioevo, all’arte barocca e al Settecento. Si rimanda, in particolare, al dibattuto problema attributivo di diverse pale d’altare del faentino Giovanni Gottardi le cui opere assegnate al pittore altoatesino Cristoforo Unterperger, seconda motivazioni prodotte da fonti non accertate, la Tambini, invece, ne ha sempre sostenuto la paternità, attraverso un rigoroso esame stilistico. Formatasi all’Università di Bologna, col magistero di Francesco Arcangeli e alla disciplina fondamentale sull’esame diretto dell’opera, si era laureata nel 1965 e poi, col successivo perfezionamento in storia dell’arte nel 1979 col professor Carlo Volpe. Tra le numerose pubblicazioni vanno citati i volumi sull’arte faentina dalle origini al Rinascimento. Importante anche il suo contributo alla catalogazione dei dipinti della Pinacoteca di Ravenna e della Biblioteca comunale di Faenza, al catalogo dei dipinti e delle sculture del Museo Diocesano di Faenza. Suoi contributi critici e schede delle opere sono contenuti in cataloghi di mostre nazionali e sono da considerare anche i rapporti che ha intessuto con esponenti della storiografia artistica italiana e straniera, in particolare con Federico Zeri e Miklos Boskovits con i quali ha dibattuto le sue attribuzioni.
Nel 2021 dal Comune ha ricevuto il riconoscimento di Faentina lontana.

Pietro Lenzini